Undici racconti che legano l’arte e la passione per la scrittura
Gioacchino Iuzzino mostra la copertina di “Terra, sangue, amori”

Undici racconti che legano l’arte e la passione per la scrittura

La raccolta pubblicata da Gioacchino Iuzzino, insegnante di lettere all’Istituto Volta di Lodi

Il titolo della raccolta trae ispirazione dai versi di una poesia di Cesare Pavese. La passione per letteratura è il filo rosso che unisce i racconti di “Terra, sangue, amori”, opera d’esordio di Gioacchino Iuzzino pubblicata da Capponi Editore. Attraverso tematiche e generi differenti, le undici storie descrivono lo stretto legame tra l’arte e la passione umana: «La terra rappresenta l’attaccamento alle radici - racconta l’autore, originario della provincia di Napoli e da cinque anni insegnante di lettere all’Istituto Volta di Lodi -, mentre il sangue è la metafora delle passioni. L’ultima parola del titolo, amori, è al plurale perché sono convinto che non sia un sentimento cristallizzato e immutabile, ma che si modifichi e cambi nel corso del tempo». Nelle pagine del libro, scritto con una prosa fluente, poetica e ricercata, plausibile e incredibile si uniscono fino a confondersi. Così, una misteriosa luce rubata in un negozietto diventa metafora dell’amore che cambia nel tempo; un uomo colpito da una grave malattia affronta un viaggio nei suoi ricordi; un soldato di trincea diventa l’inconsapevole protagonista della storia; un viandante nel deserto affronta una delle sue sfide più difficili; un delinquente di periferia si trasforma in un decadente eroe romantico; un artista, nato dallo stampo di un tecnico, diventa ispirazione di una ballerina, che aveva perso ogni speranza. «La raccolta è una lettera d’amore alla letteratura – continua Iuzzino -. Ogni racconto rievoca testi e autori a me cari». Tra i quali Hoffmann, Poe, Baudelaire, Eco, Leopardi, Manzoni, Bradbury, Matheson, Cervantes, Pasolini. «I temi trattati sono eterogenei, ma il filo conduttore dei racconti è solo uno: l’arte e la passione umana. Ogni brano è diverso anche dal punto di vista stilistico: si passa dal racconto allegorico a quello neorealista, dal surrealismo al racconto d’avventura. Pure le lunghezze differiscono, ma in ogni storia si ritrovano gli elementi del titolo». La scelta di puntare sul racconto è decisamente originale, in un periodo in cui l’editoria punta soprattutto sul romanzo: «Ho trovato un piccolo editore indipendente che si è fatto carico del testo e che ha dato fiducia alla mia opera. È vero che il racconto è un genere che è un po’ passato di moda negli ultimi anni, ma io credo che rappresenti al meglio l’istantaneità dei nostri giorni: siamo abituati a leggere sui social, mezzi che inducono giocoforza alla velocità. È un genere moderno, nonostante sia spesso snobbato. In futuro comunque non escludo di scrivere qualcosa di più ampio respiro». Intanto ci si può godere questo piccolo gioiellino, undici storie che ridanno nuova vita «a testi che ho amato e che fanno parte del mio bagaglio culturale e umano».


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