Un itinerario pittorico tra due secoli:
la mostra al museo “Ettore Archinti”
ARTE Il percorso espositivo, curato da Marina Arensi e Vittorio Vailati, si sviluppa dal Tardo Romanticismo fino ai linguaggi del Novecento
Lettura 1 min.Quando, al termine della presentazione nel salone dello Spazio Culturale Archinti, il numerosissimo pubblico è entrato sabato nella sala del Museo “Ettore Archinti” di viale Pavia 28 dove è allestita la mostra, a calamitare l’attenzione di tutti è stata l’insolita sezione composta da arredi e oggetti. I curatori Marina Arensi e Vittorio Vailati hanno infatti arricchito il percorso in 14 dipinti della rassegna “Dipingere la pittura. Dall’atelier al plein air” attraverso la ricostruzione fisica, ricca di curiosità e sorprese, degli atelier di due grandi pittori lodigiani come Giuseppe Vailetti e Attilio Maiocchi, realizzata attraverso reperti originali. La presentazione della rassegna si era aperta con il saluto di Stefano Taravella, direttore di Unitre che promuove l’iniziativa, sostenuta da BCC Lodi e patrocinata dal Comune di Lodi, rappresentato sabato dall’assessore alla cultura, Francesco Milanesi, al cui intervento ha fatto seguito quello della consigliera regionale Roberta Vallacchi. Sono stati poi Arensi e Vailati a presentare la mostra, lungo una linea temporale di alta qualità pittorica che dagli ultimi decenni dell’ ’800 giunge alla prima metà del ’900 muovendo dal tardo romanticismo, rappresentato da due splendidi dipinti di Mosé Bianchi da Mairago e di Angelo Pietrasanta di Codogno, allievi dell’Hayez. L’itinerario documenta poi l’evoluzione dei linguaggi verso il nuovo secolo, a cominciare dal naturalismo lombardo interpretato da uno dei suoi massimi rappresentanti, Eugenio Gignous: nel suo dipinto del 1878 il pittore lavora all’aperto, nel grande atelier della natura. Ammiratissimo il dipinto di Ada Pratella figlia di Attilio, grande vedutista della scuola napoletana: un piccolo gioiello il suo olio con “Il padre che dipinge”. Con il pennello in mano si raffigura Donato Frisia, nell’autoritratto proveniente dal Patrimonio Artistico di Banco BPM: della responsabile Diana Vaccaro l’intervento che ha raccontato l’opera e il suo autore. Si incontrano poi Luigi Brambati che dipinge il suo atelier con “Il pittore e la modella”, Angelo Monico, Silvio Consadori, Nazzareno Sidoli, Carlo Dalla Zorza, Benito Vailetti, Ugo Vittore Bartolini e Giovanni Borgonovo. Il vibrante dipinto di Igildo Malaspina che rende protagonisti tavolozze, colori e pennelli si lega alla presenza di cavalletti, scatole di colori, spatole, pennelli e altri materiali e strumenti, che appartennero agli atelier di Vailetti e Maiocchi (fino al 4 ottobre, sabato 10-12,30 e 16-18,30; domenica 16-18,30. Visite guidate ogni sabato e domenica alle 16,15).
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