Un Festival in note contro la discriminazione
Da sinistra Matteo Cavalleri, Michela Sfondrini, Sara Roverso, Fabio Giulini

Un Festival in note contro la discriminazione

Dal caso mense di Lodi all’area feste di San Martino in Strada, tante band domenica in scena nel “Mad”

C’è un filo sottile, ma forte, che corre lungo uno spartito, e collega l’impegno civile alla musica. Ed è quello che unisce la battaglia del Coordinamento Uguali Doveri sul caso delle mense di Lodi “off limits” per i bambini stranieri al Mad Festival, ovvero “Music against discrimination”, musica contro la discriminazione, che terrà banco domenica 11 novembre dalle 15 alle 22 nell’area feste di San Martino in Strada in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Un grande happening con tanti artisti per dire che «non tutti gli Italiani sono ancora disposti a sopportare questo clima di razzismo strisciante che sta attraversando la nostra penisola».

Il concerto di Alfonso in carcere a Lodi

Il concerto di Alfonso in carcere a Lodi

Il concerto di Alfonso in carcere a Lodi

Sul palco sfileranno ben 14 band. Il programma vedrà come protagonisti gli Shandon, band ska e punk-rock che ha avuto il suo massimo splendore tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila. La lineup comprende anche Dead man’s blues fuckers, Los Fuocos, Triangle Cat, Smokey Fingers, Sedna, Burdush, Red car burns, Marsala, Ink Atmosphere, Selva, Lappeso, Alfonso (recentemente esibitosi anche nel carcere di Lodi) e Mexican chili funeral party. «Sono previste inoltre letture e interventi delle associazioni promotrici», spiega Michela Sfondrini del Coordinamento Uguali Doveri, in campo assieme I Sentinelli di Lodi, Anpi provinciale del Lodigiano, Antifa Lodi e Clam.

Dopo la serata con Gad Lerner e Moni Ovadia al Verri di Lodi, insomma, stavolta è la musica a rispondere “presente”: «Diversi artisti, dopo il cosiddetto “caso mense” di Lodi, hanno voluto aggregarsi per fare sentire la propria voce e così abbiamo organizzato un evento basato sui concetti di uguaglianza e solidarietà – spiegano due dei promotori, Matteo Cavalleri e Fabio Giulini -. La manifestazione parte da un caso specifico, ma l’obiettivo è allargare il discorso all’Italia in generale».


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