Ultreya, se l’arte si fa denuncia: sacri sudari contro l’incuria
Un momento del concerto durante la festa

Ultreya, se l’arte si fa denuncia: sacri sudari contro l’incuria

La festa del pellegrino è l’ occasione per chiedere interventi a di Corte S. Andrea

Grandi, drammatici sudari colorati con smalti neri e rossi, per coprire la vergogna di un luogo ferito dall’incuria e dall’abbandono. È il significato della performance artistica realizzata da Mario Quadraroli, Maurizio Caroselli, Andrea Ferrari e Daniela Gorla per accendere i riflettori sulle condizioni di Corte Sant’Andrea, 39esima tappa della via Francigena, sito che ogni anno accoglie migliaia di pellegrini da tutta Europa ma dove regnano il degrado ambientale e strutturale (è presente, insieme a strutture fatiscenti, persino una discarica abusiva posta sotto sequestro ormai quasi due anni fa). L’ “esposizione-denuncia” ha preso forma domenica in occasione di “Ultreya”, la festa del pellegrino voluta dalla Compagnia di Sigerico Laudense lungo i “Cammini d’Europa”.

I drappi a Corte Sant'Andrea

I drappi a Corte Sant'Andrea

I drappi a Corte Sant'Andrea

La giornata di festa ha preso il via con l’arrivo dei 140 “pellegrini” della Tutti in bici di Casale. In marcia hanno fatto tappa a Corte anche i ragazzi dell’Associazione Disabili Insieme di Casale, partiti dalla Grangia di Orio Litta. Tutti sono stati accolti dall’arcivescovo di Sigerico e dalla banda musicale. In mattinata, Angelo Stroppa, storico ed esperto, ha stuzzicato i palati parlando di cucina lodigiana nel Medio Evo. Nel pomeriggio la mostra Sudari a Corte è stata ufficialmente inaugurata. Ha fatto seguito la presentazione del libro il Cammino infinito di Mariano Peviani, a cura di Ottorino Buttarelli. Quindi, concerto del Coro Jubilate Città Studi di Milano dedicato al “Viandante del percorso della via Francigena”: un repertorio misto tra sacro e profano. Alla tastiera, Marimo Toyoda.


© RIPRODUZIONE RISERVATA