Tutti i reperti del Mortorino
La visita alle fosse ipogee

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Fino ad oggi sono stati ritrovati e catalogati i resti di 135 individui, oltre che 1.300 oggetti (tra cui medagliette religiose, alcuni anelli, rosari e una antica croce bronzea) e ben 1.500 campioni tra capelli (molti quelli ancora acconciati in trecce ben conservate), tessuti biologici, perfino resti di cervelli giunti intatti fino ad oggi. Sta restituendo una parte importante della storia di San Fiorano lo svuotamento delle fosse ipogee dell’antico cimitero del Mortorino e sabato pomeriggio sono state davvero numerose le persone che non hanno voluto lasciarsi sfuggire la possibilità di guardare più da vicino le antiche cripte, nell’ambito di una iniziativa particolarissima che si è rivelata un pieno successo.

Facente parte di un progetto di formazione internazionale avvallato dalla Soprintendenza e promosso dal Comune di San Fiorano assieme all’associazione Il Quadriportico, lo svuotamento delle camere funerarie del Mortorino è condotto dagli antropologi di AITA Bioarch, in collaborazione con specifici gruppi di studenti universitari in arrivo da tutto il mondo.

Sabato il progetto è stato illustrato ai presenti dai bio-antropologi Nataša Šarkić e Roberto Cighetti, presente il funzionario della Soprintendenza per le province di Cremona, Lodi e Mantova, Simone Sestito, il sindaco di San Fiorano Mario Ghidelli e il presidente de Il Quadriportico Giuseppe Zambarbieri. Di fronte ad un pubblico attento, è stata così restituita tutta l’affascinante complessità di questo progetto che rientra negli interventi di conservazione degli affreschi settecenteschi del Mortorino, con la Via Crucis realizzata dal pittore varesino Giovanni Battista Ronchelli. Tra le cause dello sfarinamento degli affreschi c’è infatti anche la risalita dell’umidità dal terreno, non ultima anche quella in arrivo dalle camere funerarie.

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