Tuffi, isole e scrittura: pagine come paesaggi

Tuffi, isole e scrittura: pagine come paesaggi

Nello scaffale della settimana “Corniche Kennedy” della francese Maylis de Kerangal

Nel tuffo c’è un’ombra che si stacca dalla fissità dello sguardo. Una lacrima? Un battito, direbbe l’autrice dell’incredibile pagina/flusso che apre il romanzo Riparare i viventi. Isole, direbbe sempre lei, Maylis de Kerangal: «Mi dico alle volte che scrivere è come fondare un paesaggio. Le isole, e in particolar modo le isole deserte, sono in questo senso materiali nobili, dato che il loro status geologico innesca già una scrittura, contiene in sé un racconto». Sul nostro scaffale della settimana troviamo al primo posto “Corniche Kennedy” che arriva in Italia con dieci anni di ritardo sull’edizione francese di Gallimard e due sull’aspro, assolato, film che ne ha tratto Dominique Cabrera. 140 pagine sottili, pubblicate da Feltrinelli un paio di settimane fa, che ti attraversano come il vento con la scogliera. È, infatti, brezza e impeto lo stile di Maylis de Kerangal, doloroso e rassicurante nell’una e nell’altra forma. Il testo nasce sempre da un luogo e dai suoi occhi, un’estate passata a osservare il ritrovo di un gruppo di adolescenti lungo un tratto di costa marsigliese. (Maylis de Kerangal, “Corniche Kennedy”: Feltrinelli, pp 144, € 13).

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Siamo il 1935 e nel piccolo paese di Piazze, in provincia di Siena, viene assassinato in circostanze misteriose Alberto Rinaldi, un medico che, alla ricerca di una cura per la tubercolosi, aveva casualmente trovato una formula per guarire artrite e reumatismi, inventando così una terapia antidolore... Arturo Toscanini, che soffre di forti dolori, diventa suo paziente, nonché amico, condividendo con lui anche idee antifasciste. Grazie ad approfondite ricerche e a una minuziosa ricostruzione storica, Filippo Iannarone, grande appassionato di musica operistica, in questo romanzo d’esordio caratterizzato da uno stile alto e ricercato, intreccia abilmente vicende reali con elementi di fantasia e cerca di fare luce su una storia poco nota ma di grande interesse. (Filippo Iannarone, “Il complotto Toscanini”: Piemme, Milano 2018, pp. 384, euro 19,90).

“Il complotto Toscanini di Filippo Iannarone

“Il complotto Toscanini di Filippo Iannarone

“Il complotto Toscanini" di Filippo Iannarone

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Claire parla. Nella sua voce scorre il cinismo del Carrère di L’avversario o, peggio, La settimana bianca. Claire parla in Ho taciuto, crudele romanzo con cui Mathieu Menegaux ribalta il genere noir a partire dalla messa a fuoco della protagonista: una donna in carcere che racconta a ritroso la sua vita e il crimine che l’ha condotta lì... Menegaux ha la freddezza del medico che descrive la malattia senza suggerire una cura. Ricostruisce senza dire una parola. Lascia parlare una solitudine che non ci convince di essere la vittima né tanto meno il carnefice. Ci attrae e respinge con un dolore così impassibile da sembrare quasi divertito. Lascia detestare impunemente una donna che amiamo fino al midollo. È oltre questa soglia che troviamo la nuova natura del noir francese? (Mathieu Menegaux, “Ho taciuto”: Bompiani, Milano 2017, pp 160, € 12,70).


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