Tanto amore e poca attualità nelle canzoni di Sanremo
Il teatro Ariston

Tanto amore e poca attualità nelle canzoni di Sanremo

La stampa ha potuto ascoltare in anteprima i brani dei 26 big in gara al festival al via tra tre settimane

Tantissimo amore: trovato, perduto, travagliato, finito e celebrato. E niente (o quasi) pandemia. Le ventisei canzoni dei Big del 71esimo Festival di Sanremo, ascoltate in anteprima dalla stampa a tre settimane dall’inizio della kermesse, in quanto a temi non sembrano discostarsi molto dalle passate edizioni. Sarà che c’è voglia di voltare pagina e di non pensarci più, sarà (come dice Amadeus) che con il lockdown l’amore è diventato ancora più importante.

Di diverso dalle passate edizioni, però, c’è sicuramente la scelta degli artisti. Giovani, in certi casi giovanissimi, e provenienti da quel mondo urban e di musica indipendente che ormai domina nelle piattaforme di streaming. Non tutti, però, hanno voluto osare. Perché Sanremo può lanciare carriere o distruggerle in un secondo, e questo anche i cantanti più giovani lo sanno. Chi osa, e osa bene, è Willie Peyote con “Mai dire mai (La Locura)”: cassa dritta e richiamo alla serie “Boris” nel titolo. E’ infatti praticamente l’unica eccezione nella quale la pandemia entra: «Questa è l’Italia del futuro, un Paese di musichette mentre fuori c’è la morte», è l’inizio. Fra i giovani ancora poco conosciuti al grande pubblico ma che certamente faranno il salto di qualità con Sanremo Colapesce e Di Martino e la loro “Musica leggerissima”. La base ricorda una serie di altre canzoni e il fischio richiama subito Lp, ma il brano è assolutamente originale: «Se bastasse un concerto per far nascere un fiore tra i palazzi distrutti dalle bombe nemiche», intonano i due cantautori siciliani. Non osano troppo, invece, i Coma_Cose che non si snaturano ma portano un brano decisamente più sanremese rispetto alle consuete sonorità. Lo stesso per Fulminacci, promessa del cantautorato, che probabilmente perde un’occasione per essere fra i candidati per il premio della critica, per Random e per La Rappresentante di Lista. Lo Stato Sociale si conferma un possibile bel momento al Festival, si spera anche con qualche tipo di show mentre prenderanno in giro gli stereotipi della musica: «Ma che senso ha vestirsi da rockstar, fare canzoni pop per vendere pubblicità... non c’è più il punk per dire quanto sei fuori o il rock per litigare con i tuoi genitori». Così come Max Gazzè, che inizia con il celebre «Si può fare» di “Frankenstein Junior”.

E poi c’è la quota bravi ma difficilmente in lizza per la vittoria: gli Extraliscio con Davide Toffolo e il loro liscio in salsa gitana, Madame che non cede minimamente di fronte al palco dell’Ariston e mantiene la sua personalità, Gio Evan che porta la sua poesia e Ghemon, fra il rap e lo swing, nella sua comfort zone.

Fra “color che son sospesi” in vista di un secondo ascolto Aiello che rimane nel suo e porta un brano molto sanremese, Ermal Meta con una canzone che sembrerebbe meno incisiva delle ultime volte ma che ha un enorme seguito a spingerlo, Fasma (direttamente da Sanremo Giovani), Gaia con un ritmo gitano, Irama e il suo prossimo tormentone e i Maneskin con l’unico pezzo dal sapore rock.

Fra gli affezionati del Festival spuntano un Francesco Renga un po’ sottotono, con una canzone che non mette in luce le sue doti vocali, Arisa con canzone scritta da Gigi D’Alessio («A cosa serve una rosa quando è piena di spine. Torno a casa e fa festa solamente il mio cane», Annalisa (anche lei parla d’amore, ma si riferisce pure alla musica), Noemi, che non evidenzia il suo potente graffiato, e Malika Ayane, meno potente rispetto alle scorse partecipazioni. Senza dimenticare Bugo, attesissimo dopo quanto accaduto l’anno scorso con Morgan («Voglio immaginarmi che non ho sbagliato. E che il paradiso e il mio supermercato»). A questo punto, chi rimane fuori, e non per una dimenticanza? Orietta Berti, che è decisamente fuori gara e fuori classifica: ha già vinto solo per l’idea di presentare un brano così classico in un Festival così giovane. E poi Francesca Michielin e Fedez: quei dieci secondi di canzone su Instagram hanno rischiato di farli escludere. Ma così non è stato e, dopo aver sentito il pezzo, si può già dire che c’è un brano candidato, se non vincere, almeno ad arrivare sul podio.


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