Siamo serial: il sorprendente Atypical

Siamo serial: il sorprendente Atypical

Le vicende di Sam Gardner, un ragazzo con la sindrome di Asperger

«A volte mi piacerebbe essere normale», «Hey amico, nessuno è normale». Sam è atipico, o meglio, Atypical. Dice ciò che pensa (anche quando si tratta di commenti inopportuni), prende le frasi letteralmente, non sa sorridere perché il suo sorriso in realtà è un ghigno a denti stretti e ha capito che per imparare ad attirare l’attenzione delle ragazze... ci vuole pratica. Finalmente, tra un crime e l’altro, si scovano anche deliziose commedie, capaci di tenersi in bilico, con grazia, tra la leggerezza e i fardelli della vita.

Arrivato alla soglia dei 18 anni Sam Gardner, un ragazzo con la sindrome di Asperger (un disturbo dello sviluppo “imparentato” con l’autismo) sente che è arrivato il momento di cercare l’amore e diventare indipendente. Regolarmente preso in giro dai coetanei perché “strano”, Sam è aiutato dalla sua terapeuta, Julia. La serie tv racconta il suo viaggio, divertente e pieno di emozioni, un’esperienza che costringe la sua famiglia - l’apprensiva madre Elisa, papà Doug sempre comprensivo e la sorella Casey - a fare i conti con dei cambiamenti. O delle rivoluzioni. Quando Sam si mette alla ricerca di una fidanzata, mentre il padre lo aiuta a corteggiare una ragazza, la madre capisce di essere troppo protettiva; le sue avventure s’intrecciano sempre con le difficoltà e i segreti del resto della famiglia.

La serie tv, disponibile su Netflix, è stata creata da Robia Rashid (produttore della sitcom How I Met Your Mother). Anche un giovane autistico si unì alla squadra di scrittura, mentre, sul fronte della recitazione, otto attori autistici sono stati ingaggiati per ruoli secondari. Quest’anno, a febbraio, si è deciso di realizzare la quarta e ultima stagione, della durata di dieci episodi, che arriverà nel 2021. Sam è interpretato da Keir Gilchrist, un attore canadese, che convince nel ruolo di un adolescente alla prese con la scoperta di sé; alcune critiche sono state mosse alla caratterizzazione del protagonista, considerata (forse ingiustamente) stereotipata.

Cambiare look, scoprire la propria sessualità, innamorarsi. Iscriversi al college, gestire una relazione, trovarsi un’altra terapista, avere a che fare per la prima volta con degli amici. Per Sam la strada è in salita, perché fronteggiare l’adolescenza è sempre un “casino” per tutti, ma per lui lo è di più: «A volte sono strano, è quello che dicono tutti», si sfoga Sam.

«A volte non capisco di cosa parlano le persone e questo mi fa sentire solo».


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