SIAMO SERIAL “Capitani”, la serie tv dal Lussemburgo

SIAMO SERIAL “Capitani”, la serie tv dal Lussemburgo

Un giallo classico, forse troppo. Un giallo classico non cruento, però, che si lascia guardare, senza lode né infamia. Si tratta di “Capitani”, serie tv lussemburghese che per il momento conta due stagioni, la seconda arrivata da poco su Netflix.
Gli elementi della crime story sono al completo, a partire dall’omicidio avvenuto in un villaggio di provincia, dove tutti si conoscono e dove tutti, naturalmente, hanno dei segreti. Nessuno escluso, persino il detective, burbero come spesso sanno essere gli investigatori e con una storia complicata alle spalle.
Luc Capitani è un agente di polizia giudiziaria, l’attore lussemburghese che lo interpreta è Luc Schiltz, il quale aveva recitato una piccola parte nella commedia “Dio esiste e vive a Bruxelles”, disponibile su Amazon Prime.
Originario del sud del Paese, è chiamato a indagare su di un omicidio mentre si trova per faccende personali nella provincia a nord, Manscheid, un ambiente rurale e diffidente con i forestieri. Il cadavere di una quindicenne, Jenny, è stato ritrovato nel bosco, mentre la sorella gemella Tanja è scomparsa. Da qui prende il via l’indagine, che batterà piste insospettabili. Capitani sarà affiancato dalla poliziotta del posto, Elsa Ley (Sophie Mousel), ancora alle prime armi.
Apprezzabile la durata media delle puntate, che non supera i trenta minuti. Eppure, nonostante questo, a metà fruizione si ha la sensazione che un maggiore sforzo di sintesi (narrativa) sia necessario.
Il ritmo non è mai frenetico e la storia scorre in modo abbastanza lineare. A tenere alta l’attenzione dello spettatore sono i colpi di scena e il fatto che i sospettati cambiano a ogni puntata, mentre gli agenti cercano di stringere il cerchio attorno al vero assassino.
Più fragile, all’interno della narrazione, il filone che riguarda il passato di Luc Capitani e che gli causerà problemi con la giustizia, destinati a essere approfonditi nella seconda stagione. In questo caso, infatti, le vicende personali del detective vengono lasciate in secondo piano e risultano essere più confusionarie, per poi prendere il sopravvento nel secondo capitolo della serie tv. L’ispettore lussemburghese è stato espulso dalla polizia ed è finito in carcere, dove deve scontare una pena di tre anni. Potrà uscire di prigione, ma solo se accetterà di infiltrarsi nella criminalità del posto. Al suo fianco, ancora una volta, seppur a distanza, Elsa Ley, i due stanno infatti indagando su alcuni omicidi di prostitute.


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