“Siamo sempre qui Codogno”. Una canzone per reagire al coronavirus

“Siamo sempre qui Codogno”. Una canzone per reagire al coronavirus

Il vibrante omaggio alla città del gruppo “La Contrada dell’Oca”, che ha risposto con un brano toccante all'invito del sindaco Passerini

C’è tutto in quei tre minuti e mezzo di musica, parole ed immagini. C’è la parrocchiale con la statua del patrono San Biagio, il parco di piazza Cairoli con la fontana, via Roma e piazza XX Settembre con i negozi, la Fiera dell’agricoltura e i quadri del pittore Giuseppe Novello, villa Biancardi e il santuario di Caravaggio, il mercato ambulante e i carri del Carnevale. C’è perfino la nebbia. Ma soprattutto c’è l’orgoglio di una comunità forte ed unita, semplice quanto consapevole della solidità della propria identità. È un vero e proprio inno alla città di cui porta il nome la canzone “Siamo sempre qui Codogno” realizzata dallo storico gruppo musicale codognese “La Contrada dell’Oca”. Chi l’ha ascoltata, soprattutto se di Codogno, ha detto una sola cosa: «È da pelle d’oca». Stessa emozione provata da chi ha visto anche il video che accompagna il brano, pubblicato ieri in versione definitiva sul sito del Comune e già diventato virale sui social. E del resto, è la stessa finalità del brano ad essere ad alto tasso d’emozione: diventare un vero inno di Codogno, che esalti la gente e le bellezze di questa città passata da essere iniziale epicentro dell’emergenza Covid 19 a simbolo di rivincita, determinazione, senso civico. Non stupisce che l’idea sia partita dal sindaco Francesco Passerini. «Cercavo qualcosa che rendesse omaggio allo spirito coraggioso e responsabile dimostrato in queste settimane dai codognesi – spiega - . Ho pensato ad una canzone ed è stato naturale rivolgermi a “La Contrada dell’Oca” che è il gruppo musicale più rappresentativo della nostra città».

Una decina di giorni fa il sindaco ha così contattato Lele Zazzi (sax e basso) che, assieme a Massimo Bertoli (chitarra e basso), quarant’anni fa ha fondato il gruppo, oggi composto anche da Davide “Felix” Fugazza (compositore, voce e tastiera), Elena Pizzigati (voce), Carlo Fantini (tastiera e voce), Marco Caviada (percussioni) e Francesco De Poli (chitarra). «Abbiamo accettato subito - dice Zazzi - . In pochi giorni la creatività di Felix ha fatto nascere la canzone, suo il lavoro più importante di scrittura ed arrangiamento del brano che noi abbiamo poi suonato. Per me è un capolavoro». La canzone è davvero bella. «Soprattutto è vera, senza auto-celebrazioni che non rispecchierebbero il carattere dei codognesi, gente solida, riservata, attaccata alle proprie tradizioni», sottolinea Zazzi. Su questa linea è anche il video del brano, realizzato dal codognese Marco Belloni della Videograph: una carrellata di immagini della città e di riprese storiche (con anche il mitico gelataio “Pierino”), che rendono omaggio pure al cantautore codognese Sergio Bassi, deceduto per il virus nei giorni scorsi.


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