Semplicemente Vittoria... Viale: il debutto nell’atelier dell’artista
L’installazione “Il paesaggio c’è ma non si vede” di Vittoria Viale allo Spazio 21 nel luglio scorso

Semplicemente Vittoria... Viale: il debutto nell’atelier dell’artista

La mostra personale inaugura mercoledì il secondo ciclo di “Platea” a Palazzo Galeano a Lodi

Lo studio dell’artista, contenitore di pensieri e officina dove le idee prendono forma e dove oggetti, materiali e strumenti parlano del rito della creazione: l’atelier, spazio intimo rivelatore al quale tanti grandi del passato hanno dedicato interi cicli tematici. Lo studio dell’artista diventa ora protagonista della mostra con titolo “Vittoria” dal nome della sua protagonista, Vittoria Viale, che affronta la sua personale d’esordio presentandosi al pubblico lodigiano dalla vetrina di “Platea. Palazzo Galeano” creata dalla omonima associazione. Primo obiettivo per un’autrice ventitreenne, dopo quello ineludibile del costruire con fatica e costanza la propria poetica: farsi conoscere. E allora la proposta con la quale l’associazione inaugura la seconda parte del suo programma di arte contemporanea persegue lo scopo, accompagnando laddove i processi creativi si svelano: Vittoria ha infatti concepito una installazione “site specific” che traspone nella vetrina di corso Umberto 50 il suo spazio di lavoro. Sanremese di nascita, la Viale apre così mercoledì 1 settembre, a partire dalle 18, la fase che rende tangibile l’impianto strutturale di “Platea”, incentrato nella prima parte sulla mostra di un artista affermato come è Marcello Maloberti: l’installazione fotografica “Trionfo dell’aurora”, un intervento realizzato in collaborazione con la galleria Raffaella Cortese di Milano, ha fatto conoscere lo spazio di corso Umberto 50 che si propone di suscitare “un incidente di sguardo” sugli accadimenti dell’odierno mondo dell’arte.

Il palinsesto si dirama ora in una serie di personali curate da Francesca Grossi, in cui a misurarsi saranno autori emergenti indicati dallo stesso artista, che ne diventa una sorta di nume tutelare. Dopo “Vittoria”, fino a dicembre sfileranno in quella che fu l’antica portineria del secentesco palazzo Giulio Locatelli prima Silvia Berry e poi Vittoria Mazzonis, visti lo scorso luglio nella collettiva “Sistema!” presso lo Spazio 21 di Pierpaolo Curti, partner dell’attuale iniziativa sostenuta dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, da Ferrari Formaggi e dal Consorzio Grana Padano.

Poco sappiamo di quanto “Vittoria” trasporrà nello “studio”, della sua ricerca coinvolgente installazione, disegno, scultura, video e fotografia, se non che l’opera farà interagire varie pratiche, fino a rivelare inedite connessioni: «Una costellazione di oggetti che si animano nella costruzione di una catena di relazioni», spiega l’artista, che approda a un paesaggio anticonvenzionale. Particolare attenzione è riservata dall’autrice al suo patrimonio archivistico, dal quale rileva le interazioni intervenute nel tempo tra i materiali che preleva da contesti non ordinati, all’insegna della casualità capace di condurre al “nuovo”.

Vittoria

Personale di Vittoria Viale

Platea. Palazzo Galeano: in corso Umberto 50 a Lodi. Aperta da mercoledì 1

a giovedì 23 settembre.


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