Sei corde, infiniti applausi: Lodi accoglie Irina Kulikova
IL CONCERTO La musicista si è esibita per il primo appuntamento della Stagione internazionale di chitarra classica
Tecnica impeccabile, suono limpido e un controllo espressivo straordinario. Un concerto di altissimo livello artistico ha aperto domenica la 19esima Stagione internazionale di chitarra classica, storica rassegna organizzata dall’Atelier Laudense. Sul palco dell’aula magna del liceo Verri si è esibita la “stella” russa Irina Kulikova, capace di unire la solidità della scuola del suo Paese a una sensibilità interpretativa europea elegante e misurata. Il programma ha attraversato Ottocento, Sud America e contemporaneità, includendo anche pagine scritte appositamente per lei.
L’apertura con le Variations sur un thème de Mozart op. 9 di Fernando Sor, ispirate da Das klinget so herrlich dal Flauto Magico, ha messo subito in luce la sua cifra: suono puro, fraseggio limpido, nessuna concessione al virtuosismo esibito. Con l’Andante y Rondo Brilliante op. 2 n. 3 di Dionisio Aguado è emerso il lato più energico dell’interprete, tra dialogo delle voci e passaggi di grande brillantezza. Le atmosfere andaluse del Capricho Arabe di Francisco Tarrega sono state restituite con eleganza e dinamiche attentamente calibrate, evitando ogni eccesso sentimentale. Il viaggio è poi proseguito verso il Sud America con la Milonga di Jorge Cardoso: Kulikova ha ricreato l’ipnosi ritmica della danza argentina mantenendo una linea melodica intensa e cantabile. Il vertice emotivo è arrivato con La Catedral di Agustin Barrios: il Preludio Saudade sospeso e introspettivo, l’Andante Religioso solenne quasi organistico, e l’Allegro Solemne eseguito con vigore controllato, con arpeggi continui che non oscurano la melodia. Tra i brani a lei dedicati, la Valsa Negra di Sergio Ercole ha mostrato una scrittura moderna e ritmicamente incisiva, mentre Portrait of a Rose di Vincent Lindsey-Clark ha evidenziato una tavolozza timbrica particolarmente raffinata. In chiusura la trascrizione del Valse n. 7 op. 64 n. 2 di Frederic Chopin, che ha mantenuto la cantabilità e il respiro pianistico. Applausi insistenti e bis finale con Te amo di Eduardo Diaz.
Il prossimo appuntamento della Stagione, il 12 aprile, vedrà protagonista la giovane chitarrista tedesca Catalina Pires.n
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