“Poesie scritte sull’acqua” che regalano emozioni
In libreria la nuova raccolta di Beatrice Maisano, insegnante lodigiana al Maffeo Vegio
Lettura 1 min.Un piccolo libro davvero sorprendente, le “Poesie scritte sull’acqua” di Beatrice Maisano, in libreria da pochi giorni, in un’edizione dalla grafica elegante, impreziosita dalla bella immagine di copertina di Marcello Chiarenza e corredata da una postfazione di Giacomo Camuri. «È proprio grazie a lui – racconta l’autrice – che mi sono decisa a pubblicare queste poesie; senza il suo incoraggiamento non avrei vinto la mia timidezza».
Lodigiana, insegnante di lettere al liceo Maffeo Vegio, Beatrice Maisano è da sempre appassionata di teatro e di poesia, «ma solo come lettrice – spiega -, fino a quando, qualche anno fa, un’amica mi ha regalato un libro di haiku, le brevissime poesie giapponesi che concentrano in pochissimi versi una grande densità di significato. Io amo la brevità e sulla spinta di quella lettura ho cominciato a comporre i primi versi». A questo primo stimolo alla scrittura si è aggiunta la partecipazione al gruppo “Atrio della poesia”, nato attorno al Laboratorio degli Archetipi: «Un gruppo di persone che amano la poesia e si riuniscono liberamente, ogni due settimane, ormai da qualche anno, per leggere le poesie che amano e condividere le loro prove di scrittura poetica. L’esperienza è continuata anche in questo anno di lockdown, a distanza. È anche grazie a questo laboratorio che la mia attività di scrittura è diventata più costante». Le quaranta liriche contenute nella raccolta sorprendono per la incantevole leggerezza e la grazia con cui riescono a equilibrare un’ispirazione spesso nata da piccoli momenti di quotidianità e una raffinata trama di rimandi letterari, qualche volta ironicamente esibiti (come le citazioni degli amatissimi Montale e Leopardi), qualche volta più sotterranei e quasi involontari. Il tema conduttore è l’acqua, nelle sue varie manifestazioni: la pioggia, il fiume, il mare. E così l’autrice spiega questa predilezione: «L’acqua è l’elemento nel quale mi sento più a mio agio; ho bisogno dell’acqua, che per me rappresenta la vita, al punto che ho scelto di partorire nell’acqua, per due volte. Nell’acqua mi piace nuotare, amo camminare lungo il fiume, e farmi bagnare dalla pioggia e persino dalla nebbia». Così, le tre sezioni del libro sono intitolate rispettivamente “Poesie d’acqua dal cielo”, “Poesie d’acqua dolce” e “Poesie d’acqua salata”: esplorazioni della dimensione dell’interiorità, ma anche aperture sui paesaggi (Parigi, l’Adda, l’isola d’Elba) e sguardi su un’umanità dolente (quella dei migranti che arrivano per mare a bordo dei gommoni, o che vivono nell’ “Hotel Sottolponte”): la costante resta un tocco lieve che riesce a emozionare.
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