Naturarte compie trent’anni, una mostra allo “Spazio ID” di Lodi

ESPOSIZIONE L’idea nacque nel lontano 1996 con un grande evento all’ex ospedale Soave di Codogno

La rassegna “Naturarte” comincia la sua avventura nel 1998 con l’intuizione di Mario Quadraroli, poi suo coordinatore, che affonda le radici nel riconoscimento dell’opera di Giuliano Mauri ispirata ai principi dell’“Art in Nature”: il progetto intende dedicare una serie di “Percorsi artistici nel territorio lodigiano” a realizzazioni di autori contemporanei nelle quali l’arte trova connessioni con il paesaggio e la natura, nei molteplici aspetti di forme e significati. Il concepimento di “Naturarte” era però avvenuto due anni prima, in occasione della mostra che all’insegna del titolo “Quaranta artisti per Lodi Provincia” riaffermava l’unitarietà e la cultura di un territorio, dopo la recente istituzione della Provincia di Lodi.

L’idea di “Naturarte” prendeva forma mentre gli spazi dell’ex Ospedale Soave di Codogno ospitavano nell’ottobre 1996 l’esposizione dalla quale, attraverso l’acquisizione delle opere dei dieci artisti premiati, sarebbe nata la Raccolta di arte moderna e contemporanea della Provincia di Lodi. Per questo, affermando a buon titolo che “Naturarte compie trent’anni”, una mostra rimarca ora la ricorrenza attraverso un’esposizione di cataloghi, documenti, fotografie e video. A ospitarla è la galleria “Spazio ID’“ in corso Adda; da venerdì 20 febbraio (inaugurazione alle 17) al 22 marzo, il locale offrirà una visione di ciò che è stata “Naturarte”, incontrando i ricordi di chi quelle stagioni ha vissuto, e aprendo uno squarcio sul passato per quanti non hanno conosciuto la rassegna.

A proporla sono Mario Quadraroli, Mario Diegoli, Angelo Reccagni e Stefano D’Aniello, titolare dello spazio, che hanno composto una sintetica ricostruzione della vicenda: a cominciare dai trenta cataloghi, esposti insieme ai pieghevoli e alle immagini di opere, rassegne, luoghi e protagonisti, tra i quali tanti indimenticati scomparsi. A completare l’insieme, gli originali CD, opere in formato tascabile donate dagli artisti, e il video che dalla vetrina racconta le performance realizzate da Reccagni con gli allievi delle scuole medie.

Nel tempo, anche “Naturarte” ha cambiato fisionomia. Attenuato, ma non scomparso, l’obiettivo di portare l’arte contemporanea capillarmente nel territorio in sedi poco note ma storicamente significative, una per tutte l’Arsenale di Bertonico, l’annuale mosaico espositivo è spesso confluito in più ampie iniziative, come la Biennale d’Arte alla Villa Biancardi di Zorlesco, o il ciclo “Il sacro nel contemporaneo” al palazzo Zanardi Landi di Guardamiglio. Nella eterogeneità dei linguaggi, degli autori anche di respiro nazionale, dei livelli qualitativi e dei messaggi che l’hanno contraddistinta, “Naturarte” è ancora qui, dicono gli organizzatori, e invita a guardare al futuro.
(visite su appuntamento, tel. 3496103723 - 3383202575)

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