“MilanoOltrePop”: Oreglio riscopre la vecchia anima dei cantautori
Oreglio (al centro con la chitarra) con gli Staffora Bluzer

“MilanoOltrePop”: Oreglio riscopre la vecchia anima dei cantautori

Il “poeta catartico” torna alla musica con un progetto discografico legato alla canzone popolare meneghina

Si fa carico del genere cantautorale, appartenente al secolo scorso, e lo rispolvera, per tramandarne urbi et orbi bellezza, valori e sonorità. Torna in veste di cantante e musicista il poliedrico artista di Peschiera Borromeo Flavio Oreglio, con il secondo capitolo di un progetto discografico ideato come trilogia diversi anni fa insieme al suo produttore, il cantautore mantovano Luca Bonaffini. Dopo l’album del 2019 “Anima popolare”, è appena uscito il disco “Milano OltrePop” (etichetta discografica Long Digital Playing Edizioni Musicali), un grande omaggio alla canzone popolare d’autore milanese, in cui vengono riportati alla luce sia brani tradizionali che capisaldi della musica d’autore italiana, interpretati dallo stesso Oreglio con la complicità degli Staffora Bluzer e di ospiti prestigiosi, uno tra tutti Roberto Vecchioni.

“Milano OltrePop” si compone di quattordici tracce, dalle tradizionali ballate autoctone (“El magnan”, “La povera Rosetta”) a quelle dei protagonisti del cabaret del secondo dopoguerra (“El purtava i scarp del tennis” e “Faceva il palo” di Enzo Jannacci, “Il Riccardo” di Giorgio Gaber, “La canzone intelligente” di Cochi e Renato) fino alle canzoni d’autore degli anni Settanta. Tra queste ultime, una menzione particolare per “Stranamore”, la meravigliosa ballata di Vecchioni.


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