Meraviglie del Grand Tour: Milano riscopre la Roma antica
LA MOSTRA La recensione di Fabio Francione
Milano
È un evento straordinario quello che sta andando in scena al Museo Poldi Pezzoli di Milano. La presenza, nonché perno cruciale della mostra Meraviglie del Grand Tour, della tela Roma Antica di Giovanni Paolo Panini, prestito del Metropolitan Museum di New York, consente al visitatore di “farsi un’idea” di cosa poteva essere l’Urbe nel XVIII secolo agli occhi degli stranieri che vi arrivavano per i più disparati motivi. A corredo in bella vista ci sono anche un paio di vedute di Caspar van Wittel (padre di Luigi Vanvitelli, l’architetto della Reggia di Caserta per dare un indirizzo dei ruoli) e un’inedita sala dei Ventagli.
L’egida era quella dell’educazione, del conoscere le vestigia di un passato antico, ma presente nelle sculture, nei monumenti, nelle stesse rovine: narrazione imprescindibile e da imprimere e forse dimenticare nelle coscienze della giovane Europa, dedita poi a costruire una classe sociale alto-borghese che l’avrebbe governata, attraverso la politica e soprattutto, l’economia. Poi, vi erano anche altre ragioni, i tanti “viaggi in Italia” a disposizione, da Goethe a Ruskin, tanto per citare i maggiori o tutt’al più i più conosciuti e ancor oggi leggibili (ma la lista è lunga e vanta anche una cospicua produzione al femminile e a tal proposito di chi si ricorda più di Madame De Stael e della sua “Corinna”) raccontano anche di un’educazione sentimentale a cui mollemente si abbandonavano i rampolli della nobiltà, conoscendo la disinvoltura dei costumi italiani dell’epoca.
E non meno oggi è interessante osservare come gli artisti del tempo abbiano saputo rendere nelle loro opere Roma e le sue vestigia come un grande palcoscenico sul quale animare una vitalità che aveva pochi eguali. D’altronde, le quinte monumentali del Pantheon come i grandi palazzi barocchi adorni di fantasmagoriche immagini e statue greco-romane instaurano quel canone artistico che fu il neoclassico. Feconda rilettura estetica e in copia – oggi si direbbe - conforme di un passato che si desiderava contemporaneo. La mostra è visitabile fino al 4 maggio prossimo.
La cura è di Lavinia Galli e Xavier F. Salomon, il catalogo è pubblicato da Dario Cimorelli Editore .
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