Ludesan Life: la fotografia per tornare alla vita di ieri
Un’immagine del nuovo reportage “Tutto è cambiato” pubblicato dal sito di Ludesan Life

Ludesan Life: la fotografia per tornare alla vita di ieri

Gli scatti del lockdown nel nuovo numero della rivista

La forza dell’immaginazione. Per trovare rifugio in un “altrove” che in tempi diversi avrebbe avuto i contorni della semplice normalità. “Tutto è cambiato”, il nuovo video reportage pubblicato sul sito di Ludesan Life, è un progetto potente e visionario che ruota attorno alla leggerezza delle immagini e delle situazioni costruite sul set fotografico: un inno alla fantasia e ai sogni che non si spengono nonostante il periodo drammatico, le restrizioni, l’ansia, la paura. Gli scatti di Davide Torbidi, fotografo di Casale da tempo residente a Codogno, sono stati montati da Guido Bianchi, un’altra “colonna” della redazione di Ludesan Life, e accompagnati dalle musiche originali jazz composte dal pianista milanese Gianluigi Bozzi. «Tutto è cambiato, noi siamo cambiati – scrive Torbidi nella presentazione del progetto, visibile sulla pagina ludesanlife.it, il portale nato da un’idea del Gruppo fotografico Progetto Immagine di Lodi che racconta piccole e grandi storie legate al territorio -. Quello che abbiamo vissuto è stato un tempo di attese, era l’attesa della normalità, di poterci riabbracciare, scherzare e ridere insieme. Vicini. Abbiamo resistito facendo quello che ci era permesso fare e che ci faceva star bene. Nel periodo del lockdown, iniziato dal 21 febbraio nella “zona rossa”, abbiamo deciso ogni fine settimana di immaginarci dove avremmo passato quel week end e cosa avremmo fatto in quelle situazioni».

Annunciato da versi di celebri canzoni (“Un’estate al mare” di Giuni Russo, “Il tempo di morire” di Lucio Battisti, “Una domenica bestiale” di Concato fino a “Viva l’Italia” di De Gregori”), Torbidi si immagina nelle situazioni più diverse: in una finta spiaggia, mentre pesca, in viaggio in sella alla motocicletta… «Mi sono immaginato al mare, non esattamente come me lo ricordavo; mancavano la sabbia, l’odore della salsedine e la calca dei bagnanti – racconta il fotografo, tra gli autori anche del recente reportage “Epicentro”, pubblicato sempre su Ludesan Life, e del libro “Storie da bar” -. Poi tutta la famiglia aveva voglia di passare una giornata all’aperto e ci siamo immersi in un bellissimo pic-nic; mancava il verde dei prati il profumo dei fiori ma con una forte immaginazione sembrava di essere realmente in una splendida campagna inglese. Non ci siamo fatti mancare nulla, fino ad arrivare a questa fine d’anno che aspettiamo con ansia per buttarcelo alle spalle e tornare veramente a riprenderci la nostra normalità, come un tuffo dove l’acqua è davvero più blu».


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