Lodigiano terra-simbolo: le foto e una raccolta fondi per raccontare la pandemia
Il manifesto del festival

Lodigiano terra-simbolo: le foto e una raccolta fondi per raccontare la pandemia

La collaborazione con la Fondazione comunitaria e tre mostre dedicate all’emergenza coronavirus

Uno sguardo sul mondo, ma anche – e quest’anno soprattutto – uno sguardo su quanto è successo nel territorio durante i mesi terribili del lockdown. Nel programma dell’11esima edizione del Festival della Fotografia etica (26 settembre-25 ottobre) spiccano tre mostre a ingresso gratuito che trattano del tema Covid, sviscerato nella sua complessità: due a Lodi, allestite in luoghi iconici come il Palazzo della Prefettura (sede del coordinamento della zona rossa) e il chiostro dell’Ospedale Vecchio (sede simbolica dello sforzo del settore sanitario), più una in scena negli spazi del Comune di Codogno, città simbolo della pandemia in Italia. L’obiettivo è creare una “memoria collettiva” dell’emergenza che il Lodigiano ha affrontato in questi mesi.

Al fianco degli organizzatori del Festival si è schierata la Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi che ha promosso una raccolta fondi a favore dell’iniziativa: «Abbiamo deciso di collaborare con il Festival per dare il nostro contributo in un momento particolarmente complesso per chi organizza eventi – spiega Mauro Parazzi, presidente della Fondazione Comunitaria -. Abbiamo pensato alla nostra Fondazione come a una sorta di “service filantropico”, coinvolgendo anche la piattaforma For Funding di Banca Intesa Sanpaolo. In pochi giorni abbiamo raccolto 2.300 euro, l’obiettivo è raggiungere e possibilmente superare i 6mila. Invito tutti gli appassionati di fotografia e i sostenitori della cultura a donare attraverso i canali della Fondazione».

Le tre mostre a tema coronavirus intrecciano storie del territorio a quelle provenienti dal resto del mondo. L’esposizione nel Palazzo della Prefettura si focalizza in particolare sul lavoro di Medici Senza Frontiere all’Ospedale di Lodi durante i momenti più difficili della scorsa primavera; nel chiostro dell’Ospedale Vecchio (o Chiostro Gorini) le immagini racconteranno invece l’incredibile lavoro svolto dal Comitato di Lodi della Croce Rossa nel mese di aprile. A Codogno, infine, verrà esposta la mostra intitolata “Life in time of coronavirus”, 60 scatti selezionati dopo una “call” internazionale lanciata dall’associazione Roma Fotografia che costituiscono una narrazione collettiva sulla forza e sulla violenza del virus, ma anche sulle capacità dell’uomo di lottare per il proprio benessere e coltivare speranze. «Questa edizione del Festival nasce da una richiesta della città – spiega Alberto Prina, organizzatore della rassegna lodigiana -. Le persone non hanno mai smesso di chiederci di organizzare il Festival che vuole essere un momento di apertura della nostra comunità dopo mesi terribili. Chiediamo un sostegno a tutti, come “regalo” offriamo le mostre gratuitamente».

Le donazioni a favore del progetto beneficiano della deducibilità fiscale. I fondi raccolti serviranno per la stampa delle immagini e la loro esposizione su materiali adatti per restare all’esterno, per allestire le mostre, per gestire il coordinamento dei volontari che presiederanno le sedi e per promuovere l’iniziativa attraverso campagne di comunicazione.


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