Lodi unisce le forze per un obiettivo:
dal 6 marzo la mostra sui Loretz
L’ESPOSIZIONE Negli spazi della Fondazione Cosway è pronta a rivivere la saga della storica famiglia di ceramisti
«... E tre!» ha esordito il presidente della Fondazione Cosway, Francesco Chiodaroli, aprendo la conferenza stampa che ieri, nella Sala della Musica, ha presentato la mostra “I Loretz. Una famiglia di ceramisti e pittori tra Lodi e Milano a fine Ottocento”, visitabile da venerdì 6 marzo. Tre come le rassegne - dedicate al Bergognone e a “Le Donne di Casa Manzoni” - le precedenti, con le quali la Fondazione ha ripagato la fiducia accordata da realtà del territorio come la Fondazione Comunitaria e la Fondazione Bpl, rispettivamente rappresentate ieri dal presidente Alfio Quarteroni e dalla segretaria Paola Negrini, che hanno ribadito la loro convinta adesione al progetto, e già sostenitori della ristrutturazione della cappella dell’antico collegio divenuta la sua splendida cornice.
Il capostipite Carlo Loretz, suo figlio Giano e il nipote Carlo junior i protagonisti della mostra, che svela quanto resti ancora da scoprire nel passato della città e della sua storica produzione ceramica: «La città si è dimostrata capace di mettere in rete le sue forze per un obiettivo» le parole dell’assessore alla Cultura, Francesco Milanesi. L’altra collaborazione riguarda la Fondazione Danelli, che attraverso la rassegna offre ai ragazzi portatori di fragilità un’occasione di crescita e inclusione: un’iniziativa che ha riscosso grande interesse da parte del ministro della Disabilità e che troverà riscontro, nel corso del vernissage della mostra accessibile su invito giovedì 5 marzo, nella inaugurazione del ristorante didattico che nell’antico refettorio del collegio offrirà possibilità di avvio professionale ai ragazzi neurodivergenti.
«La mostra poggia sulla validità scientifica e sulla verticalità degli approfondimenti, sollevando nel contempo il velo su una storia poco nota. Lodi, come era avvenuto per Maria Cosway, fu per i Loretz una incubatrice di sogni, verso lo sviluppo in ambito ceramico di un linguaggio nuovo che incontrò il gusto dell’epoca» le parole di Luca Marcarini, vicepresidente della Fondazione Cosway, direttore della mostra curata da Enrico Venturelli e membro del comitato scientifico insieme a Marina Arensi, allo storico dell’arte Mario Marubbi e al cattedratico Sergio Nepoti. Dalla voce di Venturelli, massimo esperto della ceramica Loretz, è venuta la messa a fuoco della vicenda, nata dall’interesse di Carlo senior per le ceramiche ingobbiate e graffite: una produzione da secoli abbandonata a favore della maiolica, di cui i Loretz seppero recuperare il valore storico ed estetico nella loro fabbrica milanese, aggiudicandosi prestigiosi premi nelle grandi esposizioni dell’epoca.
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