L’intelligenza artificiale fra i sospettati di un thriller: il debutto di Andrea Valentino
ASSENZIO ZERO In distribuzione il primo giallo di una trilogia, l’autore è appassionato di letteratura anglosassone e anche uomo di legge
Lettura 1 min.«Mi chiedo se sia davvero un libro di fantascienza quello che ho scritto. Perché non è ciò che accadrà, ma sta già accadendo». Andrea Valentino, 58 anni, cancelliere del tribunale di Lodi, dopo vent’anni in Procura a Milano, laureato in giurisprudenza e abilitato alla professione forense, mette a fuoco il suo background letterario, da Huxley a Orwell e non solo, per dare vita a una trilogia di libri gialli che ruotano attorno all’intelligenza artificiale. Il primo, in
distribuzione da ieri su Amazon, in italiano e in inglese, è “Assenzio Zero - primo sospettato l’Ai”, 225 pagine con il delitto, l’ispettore, il giornalista investigativo, un thriller ambientato a Milano ma anche con scene negli States e in Cina, una trama densa, come se fosse cinematografica. E ieri è arrivato il primo dividendo di recensioni positive: per lo scrittore Valentino Thomson Russel (questo lo pseudonimo). Su www.goodreads.com l’autore e blogger 36enne californiano Anthony Avina (30mila follower) gli dà il massimo punteggio, parlando di “una costruzione del mondo narrativo incredibilmente dettagliata e potente. Un thriller tecnologico che fonde fantascienza e giallo; l’autore immerge il lettore in una narrazione immersiva e avvincente che appare molto vicina al nostro mondo, approfondendo temi come l’intelligenza artificiale e la dipendenza dell’umanità dalla tecnologia”. La scrittrice e blogger (e commercialista) torinese Alessandra Vasconi è rimasta particolarmente colpita da «Alias, un’intelligenza artificiale che sembra aver superato il limite della semplice simulazione, mentre il confine tra realtà e manipolazione comincia a dissolversi.». «È stato un lavoro molto impegnativo, di documentazione ma anche di traduzione, nonostante la facilitazione dell’Ai, che io ritengo debba rimanere strumento, supporto, e non sostituto dell’uomo», spiega l’autore. nel mondo di Valentino c’è anche un movimento contro l’IA, che si chiama “We are more”, noi siamo di più. Ma il libro finisce male come tutti i gialli? E forse predice che finiremo male anche tutti noi? «Non voglio spoilerare il mio giallo, però posso dire che si fa avanti l’idea di un’Ia illuminata...».
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