L’incontro tra Satta e Trullu per un mix di classica e jazz
Gianni Satta (a destra) e Fabrizio Trullu sulla copertina del loro disco

L’incontro tra Satta e Trullu per un mix di classica e jazz

Il nuovo album dei due musicisti rilegge i grandi capolavori in una chiave del tutto inedita

Il titolo dice già tutto da solo, prima ancora che il suono si diffonda: “Classical meets jazz”, la musica classica incontra il jazz. Il nuovo progetto discografico firmato da Gianni Satta e Fabrizio Trullu “mixa” generi quasi agli antipodi grazie alla sensibilità e alla versatilità dei due artisti, legati da una lunga amicizia e protagonisti, insieme, di svariate avventure musicali. Il trombettista di Livraga e il pianista sardo (ma milanese di adozione) hanno raccolto alcuni capolavori classici di mostri sacri come Bach, Mascagni, Verdi, Handel, Fauré e Piazzolla rielaborandoli in chiave jazzistica.

«Abbiamo sempre considerato la musica classica come una risorsa preziosa in cui ricercare melodie da sviluppare con il nostro stile e la nostra sensibilità musicale – si legge nelle note di copertina del disco, pubblicato dall’etichetta Level 49 -. Il dialogo all’interno dei brani è frutto di una maturata e consolidata coesione».

L’album, acquistabile fisicamente e sulle piattaforme online, raccoglie 11 tracce, scelte tra le più famose composizioni classiche quali, tra le altre, “Va’ pensiero”, l’intermezzo della “Cavalleria rusticana”, “Aria sulla quarta corda”, “Libertango”. «Collaboro con Fabrizio Trullu da tanti anni, abbiamo comuni radici sarde e nel tempo abbiamo sviluppato diversi progetti insieme – racconta Satta -. L’idea di questo nuovo album è nata quasi per gioco: un giorno, in sala prove, Fabrizio ha iniziato a suonare una melodia classica, io l’ho seguito improvvisando con la tromba. Lo spunto ci è piaciuto e abbiamo cominciato a lavorare in modo approfondito».

Il disco è già stato presentato a Crema, presso la scuola Monteverdi, e alla canonica di Caselle Landi: a settembre (probabilmente sabato 11) i due artisti suoneranno invece in “casa” all’auditorium di Livraga, il paese di Satta. «Abbiamo rielaborato le melodie originali senza snaturarle – continua il talentuoso trombettista -. Più che altro lavoriamo sull’armonia: giochiamo sui fraseggi, sul cambio ritmico. Devo dire che sono usciti brani interessanti». Per tutto il mese di agosto Satta sarà impegnato in tour con varie formazioni: «Speriamo che la situazione rimanga quella attuale, finalmente si può suonare all’aperto rispettando le normative. Mi spaventa un po’ il ritorno al chiuso, non tanto per la situazione Covid quanto perché molti locali hanno dovuto abbassare la serranda. Dovremo inventarci qualcosa per l’inverno».


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