L’evento in tv si misura più sulla cronaca che sul romanzo. Di poesia nemmeno a parlarne. Intanto, ascoltiamo gli U2
TELEKOMMANDO La rubrica a cura di Fabio Francione
Lodi
Settimana quaresimale anche per la tv e i media in generale. Non che sia un problema, un po’ di “magro” ci vuole per alleviare la tossicità di certa informazione di molti dei programmi che pare abbiano poco senso ad essere realizzati. Eppure ci sono e sono pure visti. Anche se bisogna doverosamente aggiungere che, talvolta, l’audience sembra “drogato” da come si leggono le fasce di ascolto e gli orari soprattutto per quei programmi “contenitori” che spezzettano la loro programmazione tra anteprime e inserzioni civetta che anticipano il successivo lancio della pubblicità: la manciata di secondi e non riguarda solo Affari Tuoi che peraltro la usa sono in conclusione di puntata, ma la frase di De Martino è molto più accattivante degli ormai consunti countdown.
Insomma, la sto girando in tondo, anche perché dovrei forse dire qualcosa su il GFVip o ancora su Amici o tutt’al più tornare nuovamente su Canzonissima? Per le fiction chiuse “Guerrieri” (nel senso dell’avvocato Gassman), “Tataranni” (chissà se per la Scalera sarà veramente l’ultima stagione, ne dubito fortemente, perché farsi mancare la trasferta milanese), si aspettano di nuove tra commissari persi sui bricchi degli Appennini e notai di provincia.
L’attesa non è certo spasmodica. L’evento in tv si misura più sulla cronaca che sul romanzo. Di poesia nemmeno a parlarne. Scrivo mentre ascolto il nuovo Ep degli U2, Easter Lily, scatta un singolare cortocircuito. Non furono Bono & co. a cantare molti anni del cielo del 4 aprile di quasi cinquant’anni fa colorato dal sangue di Martin Luther King? Ecco c’è voglia in questa Pasqua di pace. Non ci resta che guardare la cornice e non il contenuto. Per ora.
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