L’eredità artistica di Attilio Maiocchi: “Ritratti e figure” del nostro passato
L’autoritratto di Attilio Maiocchi

L’eredità artistica di Attilio Maiocchi: “Ritratti e figure” del nostro passato

Lunedì l’apertura all’interno del ciclo Arte in atrio della Fondazione Banca Popolare

Proprio un ritratto, il pastello “La nonna” ora nelle collezioni del Museo civico, fu l’ammiratissima opera della mostra che nel 1928 presentò ai suoi concittadini l’arte di Attilio M aiocchi. Fu la prima personale del pittore allora ventottenne, che l’anno precedente aveva conseguito il diploma all’Accademia di Brera, accompagnato dalla vittoria del premio del Ministero della Pubblica Istruzione. Da allora il genere del ritratto, al centro della mostra che si apre lunedì 17 presso la sede della Fondazione Banca Popolare di Lodi per la serie “Arte in atrio”, sarebbe divenuto per Maiocchi uno dei più frequentati, assicurandogli popolarità e commissioni, specie provenienti dalla borghesia cittadina.

I ritratti che insieme alle figure saranno esposti nella sede di via Polenghi Lombardo sono invece nati da una vena più intima, attraversata dal sentimento degli affetti: raffigurano in prevalenza i familiari del pittor e, dalla madre Nina alla figlia Anna e al nipote Fabio bambino. Appartengono infatti alla collezione di famiglia che è stata affidata lo scorso dicembre proprio da Fabio - una parte in donazione e un’altra in comodato - alla Fondazione Banca Popolare che intende ora valorizzare il fondo attraverso momenti espositivi e approfondimenti sull’autore.

L’idea, spiega la responsabile degli eventi culturali, Paola Negrini, è di presentare nel tempo i diversi corpus tematici della collezione composta da 79 tra dipinti, disegni e incisioni: i paesaggi, tra cui quelli di luoghi amati come la valle del Cismon e Fiera di Primiero, le nature morte venate di intimismo e le figure, alcune delle quali accompagnano i ritratti in questo primo omaggio. Curata d a Mario Quadraroli e Vittorio Vailati, la mos tra è arricchita da un’opera di Ambrogio Alciati che di Attilio Maiocchi fu insegnante all’Accadenia di Brera: un ritratto a carboncino con dedica “alla piccola Anna”, al quale si aggiunge una fotografia dedicata “al caro Attilio Maiocchi”, simbolo del legame intercorso con il maestro, la cui lezione restò sempre impressa nella pittura del lodigiano . Una lezione che adesso prende forma nell’esposizione ospitata nella serie Arte in atrio della Fondazione Bpl .


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