Le tante vite di Franco Battiato al MAXXI di Roma
LA MOSTRA La recensione a cura di Fabio Francione
Roma
Forse non è ancora tempo di bilanci, ma i cinque anni della scomparsa non potevano passare inosservati. Infatti, un lustro è trascorso dalla morte di Franco Battiato. Sebbene la sua musica continui ad essere ascoltata e reinterpretata anche negli esiti meno scontati e non è di recente la riscoperta dei suoi dischi degli anni Settanta, quelli più sperimentali, che testimoniano il passaggio dalle canzonette di fine anni Sessanta ad un prog più vicino al continente, alla Germania che all’Inghilterra e infine, prima della svolta pop di L’era del cinghiale bianco, Patriots e soprattutto de La voce del padrone, a musiche performative. L’eclettismo che ne ha contraddistinto l’intera carriera è ancora lontano da essere completamente compreso nella sua piena consapevolezza d’artista totale votato alla reinvenzione continua e trasversale dell’oggetto artistico.
Non più solo cimelio, ma narrazione di una vita e presa di coscienza. In tal ottica si visita la mostra al MAXXI di Roma, Franco Battiato. Un’altra vita, curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato, e osservano le tante vite (artistiche e intellettuali) del cantante siciliano. L’impaginato espositivo dispone senza soluzione di continuità oggetti e manufatti che invitano a una nuova esplorazione di quanto Battiato sia riuscito a produrre sia per il pubblico sia per sé stesso. La lunga colonna cronologica dei suoi album e la vetrofania contenente le copertine dei magazine più celebri contrasta con la “preghiera” destinata alla meditazione; mentre gli strumenti (revox, synth, chitarra ecc.) segnano il campo aperto alla sperimentazione musicale. I dipinti, molti sono ritratti amicali (tra questi Giada Colagrande e Willem Dafoe, Elisabetta Sgarbi), sembrano coniugare l’esigenza di fissare (e qui va osservato lo stile “bizantino” del tratto e dei colori) proprio tali rapporti e relazioni. Al pari dei suoi libri, ancora una volta, servi muti di un sapere e di una conoscenza che non si poneva limiti.
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