Le storie controcorrente dell’Adda di Zanzottera

IL FESTIVAL/LO SPETTACOLO Accompagnate dalle letture proposte dall’attrice Lilli Valcepina su testi di Chiara Corno

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Un progetto che racconta il fiume come luogo di memoria, identità e futuro. Anime del fiume - Storie controcorrente lungo l’Adda, già presentato in città attraverso una mostra e un libro, si è trasformato in uno spettacolo teatrale immersivo durante la prima serata del festival, il «clou di un progetto fotografico iniziato anni fa, che racconta personaggi che vivono il fiume», come ha spiegato il fotoreporter Bruno Zanzottera.

Immagini che hanno riempito di colori e di vita il grande schermo sul palco in piazza della Vittoria, accompagnate dalle letture proposte dall’attrice Lilli Valcepina su testi di Chiara Corno. A impreziosire il tutto, i “suoni d’acqua” realizzati da due fuoriclasse della musica come Vincenzo Zitello all’arpa e Fulvio Renzi al violino.

Uno spettacolo poetico che prende spunto da viaggio narrativo e visivo dal corso della pianura fino al lago di Lecco, un racconto liquido che trasforma e custodisce memorie, esplorando la connessione tra la natura fluviale e la vita che scorre attorno. Un racconto che si concentra sulla natura dell’Adda come “fiume madre e padre” capace di influenzare il destino dei luoghi e delle persone, che intreccia memoria collettiva e tutela delle risorse idriche, introducendo questo mondo d’acqua, fatto di storie, voci e correnti. Perché «Adda bagna, nutre, trasporta, delimita, collega. È arteria e confine, risorsa e rischio. Porta con sé vita e memoria. È spazio e tempo: luogo fisico, ecosistema, archetipo, che da sempre accompagna e modella il territorio e l’identità delle persone e delle comunità che lo abitano».

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