La voce di Maria e un dialogo che annoda i fili del tempo
Giulia Quercioli in un momento del suo intenso monologo tratto dal testo di Erri De Luca

La voce di Maria e un dialogo che annoda i fili del tempo

Lo spettacolo promosso dal Meic e portato in scena ad Abbadia Cerreto nello spazio antistante l’abbazia

Maria è un personaggio centrale nei Vangeli, ma è quasi sempre silenziosa; a darle voce, e a trasferire questa voce in forma scenica, ha provveduto l’emozionante spettacolo “In nome della madre”, tratto dal romanzo di Erri De Luca e rappresentato domenica ad Abbadia Cerreto, per la rassegna “Con occhi di donna” promossa dal MEIC e giunta quest’anno alla ottava edizione, in ricordo di Isa Veluti. Il presidente Luigi Galmozzi ha sottolineato la proficua collaborazione con l’associazione monsignor Quartieri e la gioia nel riprendere la consuetudine di eventi in presenza del pubblico. Un pubblico molto numeroso, che dopo aver seguito nel pomeriggio le visite guidate all’abbazia curate dai volontari di Touring Club italiano, Italia nostra e Fai, si è radunato nello spazio antistante il portico sul fronte dell’abbazia per applaudire l’intenso monologo di Giulia Quercioli, diretta dalla regia di Christian Poggioni.

Lo splendido scenario offerto dall’abbazia ha costruito una cornice ideale per la vicenda tutta umana, ma anche proiettata in una dimensione di grande spiritualità, della ragazza Miriàm, accompagnata dal momento misterioso dell’annunciazione fino alla nascita del figlio Jeshu.


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