Il reality più longevo della tv italiana sembra aver esaurito la sua forza propulsiva
TELEKOMMANDO La rubrica a cura di Fabio Francione
Lodi
È da tempo che il Grande Fratello, in tutte e due le versioni, Nip e Vip, poco mi appassionano. I bei tempi, ingenui, dei primi reality potevano anche suscitare curiosità e pruderie; per l’appunto d’altri tempi. Oggi con 26 anni di edizioni alle spalle il reality più longevo della tv italiana sembra aver esaurito la sua forza propulsiva. A nulla sembra valere il cambio, per giunta forzato, alla conduzione, passata da Alfonso Signorini, travolto dall’affaire “Corona”, a Ilary Blasi, nelle due prime puntate gli ascolti non sono stati eclatanti. Tutt’altro, ma non ancora da far credere che sta piovendo nella casa più spiata d’Italia. Sebbene, regista e alti, altissimi dirigenti di Mediaset stiano spargendo sui social ventate di ottimismo. Chissà se il “diamogli tempo” varrà ancora tra due settimane. Per quanto riguarda il parterre dei concorrenti, l’assortimento è sempre il solito: da grandi ritorni (si fa per dire) di Antonella Elia e Adriana Volpe (una che sa come si sta sia da partecipante sia da opinionista) a presenze affrancate dai “date” più visti (Uomini e donne, Temptation Island, l’Isola dei Famosi, Ballando con le stelle), qualcuno più noto come Raimondo Todaro o come Alessandra Mussolini (chissà che non le si apra una carriera come quella di Nunzia De Girolamo), qualcuno che ha l’aria di essere stato miracolato dal piccolo schermo e sinceramente non so se per qualche apparizione tv all’improvviso debba essere contato tra i Vip. Senza aver fatto nulla, se non essere se stessi. Forse, in una tv partecipata, fintamente partecipata, ritenuta interattiva (forse a ragione), può bastare. Ma non per i palati più fini che infatti hanno preferito ancora una volta privilegiare la buona fiction di raiuno.
Fabio Francione
© RIPRODUZIONE RISERVATA