Il mito di Agello in una biografia a fumetti

Il mito di Agello in una biografia a fumetti

La storia dell’aviatore di Casale che negli anni Trenta fece il record di velocità: «Un esempio di determinazione a cui fare riferimento in questo periodo»

E chi non conosce Agello?”. Così disse Benito Mussolini il 7 ottobre 1934 in visita al reparto Alta velocità di Desenzano sul Garda quando arrivò il turno della presentazione di Francesco Agello, protagonista diciotto mesi prima del record mondiale di velocità su idrovolanti alla guida di un Macchi Castoldi M.C. 72. Pochi giorni dopo - il 23 ottobre – Agello superò il suo stesso primato raggiungendo la velocità media di 709,202 chilometri all’ora, record mondiale tuttora insuperato. Proprio la domanda retorica del Duce è il titolo della biografia dedicata al pilota di Casalpusterlengo curata dal giornalista casalese Francesco Dionigi per la romana Idrovolante Edizioni (collana “Ali tricolori”), copertina e illustrazioni del disegnatore Alessandro Colonna di Secugnago. Il volume ha l’introduzione del professor Stefano Bruno Galli, docente alla facoltà di scienze politiche dell’Università degli studi di Milano, nonché assessore alla cultura di Regione Lombardia.

Un percorso narrativo in trentaquattro capitoli, dalla nascita di Agello nel 1902 a Casalpusterlengo fino alla tragica morte per collisione aerea nel 1942 nei cieli sopra l’aeroporto di Milano-Bresso. Nel mezzo delle due date il filo di un’esistenza intensa: dagli amori giovanili ai primi voli aerei, dall’approdo al reparto Alta velocità (di cui diverrà comandante) ai record di volo e alla fama mondiale, dalle nozze cremasche agli encomi dei più noti personaggi dell’epoca (tra gli altri, Gabriele D’Annunzio, Italo Balbo, Tazio Nuvolari), fino alla copertina della “Domenica del Corriere” con la tavola di Achille Beltrame. «In questo momento così particolare della nostra storia, dove a ognuno di noi è chiesto un impegno massimo di responsabilità civica e determinazione, questa biografia vuole portare ad esempio la forza di volontà di Agello, che non ha mai demorso dal suo obiettivo – sottolinea Dionigi -. Seguendo le orme paterne sarebbe diventato operaio ma questo non era il suo destino. Voleva volare e per questo si arruolò, non mollando mai, neppure di fronte alle tante avversità che la vita gli pose davanti. Applicazione, temerarietà e anche un pizzico di fortuna: tutto ciò portò Agello a coronare i suoi sogni».

In pubblicazione questo mese, il libro dovrebbe essere presentato a fine estate a Casale durante la sagra di San Bartolomeo ma tutto è da confermare a seconda degli sviluppi dell’emergenza sanitaria.


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