Il grido d’aiuto dei cinema per il caro-bollette: «Rischiamo la chiusura»

Le sale del territorio lanciano l’allarme per i costi dell’energia insostenibili

«Se i prezzi del gas aumenteranno nella misura prospettata dal gestore dell’energia, con l’anno nuovo chiudiamo». Riccardo Laurelli, gestore del cinema Fanfulla di Lodi, riassume senza mezzi termini una situazione che accomuna - non potrebbe essere altrimenti - tutte le sale del territorio (e non). Un allarme condiviso anche da Filippo Negri, titolare del Moderno, ed alzato da Domenico Dinoia, del Troisi di San Donato, che si appella all’amministrazione comunale.

Fanfulla: fotovoltaico o chiusura

«Al momento abbiamo tariffe bloccate, ma il contratto scade il 31 dicembre. Con le tariffe che mi ha proposto il gestore saremo costretti a chiudere - dice Laurelli al Cittadino -. Oggi paghiamo il gas 0,25 euro al metro cubo. Il gestore mi ha prospettato un passaggio a 2,79. Abbiamo calcolato un incremento della fattura di gennaio dai 2mila euro a 12mila euro. La luce passerà dai 500 attuali a 2.500 al mese. Quasi 15mila in tutto», prosegue. Il Fanfulla ha in programma una riqualificazione energetica, con fondi Pnrr, che passa per l’utilizzo esclusivo di energia elettrica, con installazione pompa di calore e addio al gas. «Ma non sarebbe un passaggio risolutivo. Stiamo valutando l’ipotesi fotovoltaico, ma finora ci hanno prospettato un risparmio di appena il 30% della bolletta».

Moderno: valutazioni in corso

Gli fa eco Negri, titolare del Cinema Moderno in corso Adda: «È a rischio l’apertura del cinema. La bolletta elettrica di luglio e agosto è passata dai mille euro del 2021 a 2.500 quest’anno. E siamo in attesa dei conteggi per il gas» spiega. Una tempesta accompagnata da una perdurante emorragia di utenti: «Siamo nell’ordine del 70% in meno rispetto al 2019. E festeggeremo a fine novembre il nostro centenario, per il quale siamo ancora in fase organizzativa». Possibili accorgimenti per “calmierare” la bolletta? «L’unica cosa che possiamo fare è ridurre il numero di spettacoli. Non possiamo certo imporre alla gente di stare in sala col cappotto a 17 gradi».

Troisi di San Donato:
«Serve l’intervento del comune»

«I costi si sono fatti insostenibili. Siamo al 50% di spettatori in meno rispetto al 2019, contro una media delle sale italiane tra il 60 e il 70. Il Troisi contava circa 33mila spettatori, quest’anno se tutto va bene chiuderemo tra i 15 e i 16mila, passando dai 208mila euro di fatturato 2019 a 108mila di previsione 2022», spiega Domenico Dinoia, responsabile della programmazione di Progetto Lumiere, ente gestore del Troisi. «I costi di luce e gas sono passati da 24mila a 63mila. Le agevolazioni proposte dal governo non bastano: devono intervenire le amministrazioni locali. Del resto il Troisi è usato per tante manifestazioni del comune ( proprietario della sala , ndr), mettiamo a disposizione personale e paghiamo le utenze. Stiamo formulando una richiesta di contributo volta a mantenere programmazione e manifestazioni».

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