Il Festival della Fotografia Etica si chiude con... “Pathos”

Il Festival della Fotografia Etica si chiude con... “Pathos”

Va in archivio l’ultimo weekend di una rassegna che ha saputo rinnovarsi e adeguarsi anche alla pandemia

Un anno che ha costretto tutti a porsi le domande più profonde, sul senso di ciò che stiamo passando e sul nostro modo di vivere il mondo insieme. Un anno in cui le domande “etiche” si sono riproposte con tutta la loro urgenza: domande che il Festival della Fotografia Etica anche nel 2020 ha contribuito a suggerire con le immagini che per tutto il mese di ottobre hanno riempito gli spazi pubblici della città di Lodi. Anche il festival si è dovuto ripensare dalle sue basi, ma Alberto Prina, che l’ha fondato, non ha mai nascosto che le difficoltà affrontate rendono ancora più gratificante la presenza di persone, moltissimi giovani, che hanno raggiunto la città, dimostrando la volontà di continuare a guardare il mondo attraverso la fotografia. È questo che, per quindici anni, ha fatto anche Giorgio Negro, che sabato pomeriggio ha raccontato il suo “Pathos” al pubblico del festival: uno degli appuntamenti dell’ultimo weekend della rassegna.


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