Il fallimento di Matrimonio a prima vista

TELEKOMMANDO La rubrica di Fabio Francione

Lodi

È quantomeno bizzarro dedicare la rubrica nel giorno di San Valentino, il patrono degli innamorati e dunque dell’amore, ad un fallimento che non è solo televisivo, ma di un intero esperimento e si era già avute le prime avvisaglie nell’edizione dello scorso. È Matrimonio a prima vista il conclamato fallimento di vedere vivere una coppia dopo un matrimonio al buio. L’edizione di quest’anno ne certifica l’impossibilità e prima di addentrarci nell’analisi (spiccia ovviamente come conviene a questo piccolo spalto privilegiato sui vecchi e nuovi media) bisogna dire che eccezioni ci sono e straordinariamente, quasi in contemporanea, alla puntata di questa settimana (in chiaro va il mercoledì, ma le anticipazioni social già ci fanno conoscere “l’accadrà” e vale anche per altri programmi, fiction comprese) in un altro programma “a prima vista”, stavolta “Casa”, una coppia, tenuta a sottolineare che si era spostati “a prima vista”, cercano una nuova e più ampia dimora.

Per l’appunto eccezioni. Una su quante? Conteggi non li faccio e nell’attenermi alle tre coppie d’oggi, posso semplicemente dire che erano match mal assortiti. Da ogni punto di vista: caratteriale, emotivo, razionale, estetico, desiderante, d’ambizione e persino lavorativo. Per tacere delle distanze da una città all’altra. Il regionalismo in una nuova unione, per giunta coniugale, conta. Eccome. Purtroppo, i tre esperti non sono riusciti anche con i loro consigli a sterzare l’andamento verso la separazione di queste tre coppie. Inutile, andare a sfruculiare in mezzo alle loro cose, perché è entrare in un mood di disagio esistenziale. D’altronde chi ancora si mette in gioco “per tutta la vita” con un’altra persona, non conoscendola? Nemmeno in tv. Dove l’apparenza non solo inganna, ma apparire il verosimile come vero.

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