Il Fai celebra le bellezze di Ospedaletto, “gioiellino” di arte e di storia della Bassa

Il Fai celebra le bellezze di Ospedaletto,

“gioiellino” di arte e di storia della Bassa

Evidenziare il bello e denunciare quel che minaccia il patrimonio artistico e il territorio: è questa la doppia sfida della Giornata di Primavera 2011 indetta dal Fondo Ambiente Italiano (con il patrocino di Regione Lombardia e Provincia di Lodi) che quest’anno nel Lodigiano ha scelto Ospedaletto come meta da visitare sabato 26 e domenica 27 marzo. «Si tratta di un piccolo centro che custodisce qualcosa di più grande di sé - ha esordito la capodelegazione Fai Lodi-Melegnano Maria Emilia Moro - tra cui la splendida chiesa abbaziale dei Santi Pietro e Paolo, che è uno dei monumenti più rilevanti di tutto il Lodigiano».

Oltre alla chiesa centrale spiccano nel percorso artistico il Noviziato di via Grassi e il seicentesco santuario di Santa Maria del Fontanone, all’interno di un territorio minato da capannoni e da ecomostri come il maxicantiere residenziale sorto sulle macerie della storica Cascina Noviziato.

Venerdì mattina una delegazione del Fai è giunta a Ospedaletto, per presentare insieme al sindaco Eugenio Ferioli e al parroco Don Antonio Peviani la “due giorni” del Fai in cui oltre 600 luoghi di pregio saranno aperti al pubblico, per riscoprire le bellezze artistiche e architettoniche dell’Italia. Il 26 e il 27 marzo (dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 18) a Ospedaletto saranno gli apprendisti ciceroni del liceo Gandini e Verri di Lodi, del liceo artistico Piazza di Lodi e del liceo Novello di Codogno a guidare i visitatori. Il percorso è stato ribattezzato “Il complesso dei Gerolamini di Ospedaletto”, in riferimento all’ordine dei monaci sorto in Spagna nel XIV secolo e approdato a Ospedaletto nel Quattrocento, conoscendo il massimo splendore nel Cinquecento. A quest’ordine si deve la realizzazione della maggior parte del patrimonio artistico che nella Giornata di primavera Fai sarà visitabile, ad eccezione del Noviziato. «Purtroppo questa struttura non sarà aperta al pubblico, in quanto pericolante, - ha spiegato il primo cittadino Ferioli - per cui attraverso fotografie o filmati troveremo il modo di mostrare l’interno della struttura, che come Comune non siamo in grado di sistemare». Occorrerebbero infatti oltre 2 milioni di euro, in aggiunta ai 130 mila euro di mutuo all’anno che il Comune già sostiene per i lavori di ristrutturazione dell’esterno, lavori conclusi nel 2004. «Siamo giunti alla 19esima edizione di questa giornata che per il Lodigiano è la 17esima, - ha spiegato Moro - in cui vogliamo che ci si senta orgogliosi del patrimonio artistico italiano e che le istituzioni capiscano che questo patrimonio artistico è il petrolio dell’Italia».

«Siamo contenti di questo evento, perché siamo convinti che l’incontro con il bello possa lasciare il segno», ha fatto eco don Peviani, ribadendo la sacralità della chiesa al centro dell’impianto monacale. Dal bello al buono: anche il proprietario della cascina Mandella Paolo Raimondi collaborerà alla buona riuscita dell’evento, mettendo a disposizione la propria cascina, che faceva parte del patrimonio dei Gerolamini, e i suoi prodotti, che si fregiano del Marchio Lodigiano Terra Buona.


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