I nodi oscuri della nostra democrazia VIDEO
LODI Il professor Enzo Ciconte, questa sera, nell’aula magna del Verri, presenta il libro “Storia dell’altra Italia”
Lettura 1 min.LODI
“I nodi oscuri della nostra democrazia”. Questa sera, alle 21, nell’aula magna del liceo Verri di via San Francesco, a Lodi, sarà presentato il libro “Storia dell’altra Italia” del professor Enzo Ciconte . Nell’incontro aperto alla cittadinanza si parlerà di legami tra poteri occulti, eversione neofascista, logge massoniche deviate e criminalità organizzata. L’iniziativa è promossa da Cgil Lodi ed Flc Cgil, in collaborazione con libreria Sommaruga.
«Il professor Enzo Ciconte - spiega per la Flc Cgil il professor Francesco Fabbricatore -, è uno storico che insegna storia delle mafie italiane all’università di Pavia ed è consulente della commissione parlamentare antimafia. È stato il primo a pubblicare un testo storico sulla ’Ndrangheta in Italia».
Dalla sua ha una ricca pubblicazione di testi, tra i quali “Storia dello sturo e di donne ribelli” e “30 anni di criminalità in Italia. 1971-2001, con Pierpaolo Romani.
«”Storia dell’altra Italia” - continua Fabbricatore - è un filo rosso fatto di sangue e depistaggi, che attraversa tutta la storia italiana. È un libro con un ricco apparato documentale che propone una tesi particolare, cioè la comunità d’intenti tra stragi fasciste e mafiose. Per decenni interi settori dello Stato (logge massoniche per esempio) hanno portato avanti una guerra non proprio ortodossa contro la democrazia nata dalla Resistenza. Nel libro si prendono in esame la strage di Portella della Ginestra e di Bologna, insieme a quelle di Capaci e via D’Amelio».
«Ciconte scrive di un’Italia dalla sovranità limitata, condizionata anche per la sua posizione geografica dalla guerra fredda e da una borghesia che si appoggia a questi metodi violenti pur restando nell’ombra».
«L’autore - continua il docente - ha scritto un libro fondamentale che non ha a che fare solo con il passato, ma anche con la natura del potere in Italia. Alla fine, però, è un libro ottimistico: mette in evidenza la resilienza democratica delle nostre istituzioni, nonostante questo coacervo di poteri che hanno stretto alleanza per far cadere la Repubblica nata dalle ceneri della Resistenza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA