I brani onirici di Physalia all’Associazione 21
IL CONCERTO La giovane musicista friulana ha accompagnato il pubblico in viaggi eterei e in spazi paralleli e inesplorati
Lettura 1 min.Lodi
Generano sogni e visioni i canti di Physalia. Evocano mondi, luoghi ancestrali, universi immaginati. La giovane musicista friulana si è esibita sabato sera nei locali dell’Associazione 21 a Lodi in un concerto nel quale ha manifestato le potenzialità oniriche dei suoni, quando declinati nella ricerca di una interiorità spesso nascosta, soffocata, messa a tacere. E proprio al sogno è dedicato l’album d’esordio della pianista, realizzato per l’etichetta torinese Okum. Il titolo stesso, Oniria non lascia spazio al dubbio. «La maggior parte dei brani che compongono il disco hanno origine dai miei sogni», ha affermato a metà serata Physalia, per la quale proprio l’inconscio, analizzato, studiato ed esplorato, è fonte inesauribile di ispirazione artistica. Alla sua prima esperienza discografica, la musicista ha presentato al pubblico i brani che compongono l’album, realizzato assieme al produttore e tastierista di synth Manuel Volpe e a Nicolas Remondino «un colorista della batteria, un percussionista non convenzionale».
Durante il concerto di Lodi, Physalia si è accompagnata alle tastiere e al basso midi, stimolando il pubblico in viaggi eterei e in spazi paralleli e inesplorati. Nel brano Phosphenes i tasti dell’organo hanno celebrato armonie succedutesi in un rincorrersi di ritmi ipnotici sui quali la voce, ora delicata ora dirompente, ha trovate le onde dalle quali lasciarsi trasportare, proprio come la caravella portoghese, Physalia physalis, che nell’oceano trova le giuste correnti marine che le permettono di viaggiare, in un’alternanza di marosi e bonàcce. Il pezzo inedito e dal tono sarcastico Guess the word I say the most, non presente nel disco, è stato cantato per la seconda volta proprio durante l’esibizione nello spazio di via San Fereolo precedendo The next love song. Staccatasi per qualche minuto dalle tastiere, l’artista si è seduta in terra impugnando una manciata di corti rami che ha utilizzato come percussioni battendoli su un supporto ligneo: ciò ha fatto da base al brano dal titolo Nekyia, nel quale la voce è apparsa come un antico canto senza origine, un suono malinconico accompagnato dai venti che ne confondevano il senso e la direzione, per trasformarsi infine in un urlo strozzato, quello di un animale ferito che grida la propria disperata sofferenza. «Can you feel me? Can you hear me?» chiedono insistentemente le parole del brano Invisible, mentre la ninna nanna senza voce di Voiceless power e il pezzo Vertical eye accompagnati al piano chiudono la serata. Nel ringraziare il pubblico e gli organizzatori dell’evento, Physalia ha affermato «Sono stata accolta benissimo, stasera mi sono sentita a casa».
La dimensione intima creatasi tra le vecchie pareti dello spazio ex industriale ha sviluppato l’atmosfera necessaria perché i brani di straordinaria intensità dell’autrice potessero emergere dalle acque profonde del sogno. Il prossimo appuntamento presso Associazione 21 sarà sabato 17 ottobre con il concerto di Marestamagia.
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