Gorini, la memoria ritrovata:

in tanti a Lodi per ricordarlo

Presentato sabato il volume di Angelo Stroppa

Sarebbe rimasto sorpreso il “mago di Lodi” nel constatare come, dopo più di un secolo di dimenticatoio, il suo nome sia tornato oggi a destare l’affetto e l’interesse dei suoi concittadini. Lo dimostrano le circa 100 persone che sabato mattina si trovavano nelle sale del museo anatomico Paolo Gorini per prendere parte alla presentazione del nuovo libro di Angelo Stroppa (La pietra e la cenere - Il monumento a Paolo Gorini in Lodi), promosso dall’associazione lodigiana di cremazione Socrem. «Questo libro - ha esordito il presidente Pietro Steffenoni - chiude idealmente le manifestazioni per commemorare il centesimo anniversario della nostra associazione, nata nel 1910 con l’obiettivo di ricordare l’opera e la figura di Paolo Gorini. Sono felice di poterlo fare qui, in questo luogo così diverso, oggi, dal polveroso rifugio di reperti di un tempo». Lo spazio espositivo che ospita i preparati goriniani deve il suo attuale allestimento, accurato e austero, all’entusiasmo del suo “conservatore responsabile”, Alberto Carli, che ha firmato l’introduzione al volume di Stroppa. In sommario anche una Breve guida per i visitatori del laboratorio di Paolo Gorini, edita nel 1881, e una serie di documenti che dimostrano come Lodi sia stata la prima città italiana ad aderire spontaneamente alla pratica della cremazione. La vera protagonista del libro, tuttavia, è la statua in marmo bianco di Carrara che sorge nei giardini di piazza dell’Ospitale, realizzata dallo scultore Primo Giudici e inaugurata solo otto anni dopo la morte di Paolo Gorini, il 30 aprile 1899. Paolo Stroppa ne ripercorre la curiosa storia, scandita dagli ostacoli frapposti dai cattolici lodigiani più intransigenti, indignati all’idea che a pochi passi dalla chiesa di San Francesco potesse sorgere il monumento di un uomo che «sconciò centinaia e centinaia di cadaveri». Veramente non fece solo quello: insegnò fisica al liceo comunale, condusse apprezzati esperimenti di vulcanologia e prese parte attiva ai moti risorgimentali fin dal 1848. Proprio pensando al “Gorini patriota”, la presentazione di sabato ha aperto di fatto le manifestazioni con cui, nei prossimi mesi, Lodi e il lodigiano celebreranno i 150 anni dell’Unità: «Stroppa avrà una parte rilevante in queste manifestazioni» ha preannunciato il direttore del «Cittadino» Ferruccio Pallavera, ricordando l’importanza dell’apporto lodigiano alla causa risorgimentale: «Per più di un secolo i lodigiani hanno sempre pensato a Gorini con un anelito di spavento, come a un uomo che possedeva poteri diabolici, retaggio di un medioevo fatto di streghe e riti misteriosi. E invece Gorini era uno scienziato di valore, una persona unica, il libro di Angelo Stroppa lo mostra chiaramente».

Stampato in formato tascabile e corredato da alcune fotografie, il volume è stato distribuito gratuitamente al termine della breve conferenza, che si è chiusa con l’attribuzione di alcune medaglie donate dall’associazione Socrem ai lodigiani che negli ultimi anni hanno contribuito a difendere la memoria di Paolo Gorini: Angelo Stroppa, lo storico Luigi Samarati, l’assessore comunale Giambattista Pera, Alberto Carli e Guido Broich, presidente del centro studi e documentazione “Paolo Gorini”. Chi desiderasse una copia del libro, può rivolgersi alla sede dell’associazione, in via Gorini 19, o scrivere a [email protected].

Silvia Canevara

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