“Gong, omaggio a Bellinzoni”, Casale ricorda l’anima del “Gelso”
Scorci della mostra allestita all’Iis Cesaris di Casale (Foto by (Tommasini))

“Gong, omaggio a Bellinzoni”, Casale ricorda l’anima del “Gelso”

Al Cesaris una collettiva di 29 autori a trent’anni dalla morte del fondatore dello spazio culturale lodigiano

Trent’anni sono trascorsi dalla morte di Giovanni Bellinzoni (1929-1992), indimenticato fondatore e anima trainante dello spazio “Il Gelso”, che dal 1970 al 1990 impersonò in via Marsala l’episodio più significativo, e mai eguagliato, nella vicenda delle gallerie d’arte di Lodi. Molto si è rievocato e scritto del “Gelso” e del suo non essere stato solo centro propulsivo dell’arte nel tempo di incalzanti cambiamenti, ma anche luogo di incontri che ha lasciato ricordi e nostalgie. Una memoria che si riflette ora in questo omaggio a Bellinzoni a Casale, una mostra voluta da Amedeo Anelli che con lui collaborò, vivendo da vicino le stagioni del “Gelso”. Con “Gong. Omaggio a Bellinzoni a trent’anni dalla morte”, Anelli riprende le rassegne della serie “Cesaris per le arti visive” da lui curate presso l’Istituto di istruzione superiore di Casalpusterlengo, dove dal 2002, e fino al primo confinamento, il docente, scrittore e critico letterario ha organizzato ogni anno fino a cinque proposte espositive. Particolarità del ciclo, che ne decreta l’unicità nel territorio e non solo, l’allestimento delle mostre all’interno dello spazio scolastico; nello specifico, nell’atrio al primo piano dove il posizionamento di pannelli e teche costruisce una sorta di galleria, presso la quale passano quotidianamente gli studenti accostando dipinti, sculture, incisioni, ceramica, fotografia, oreficeria e letteratura, con tutti i risvolti di curiosità e conoscenza che la vicinanza anche occasionale con l’arte può determinare. Così per l’attuale diciannovesima edizione della rassegna, aperta come di consueto anche al pubblico esterno. Anelli vi ha riunito 23 autori, quasi tutti passati nelle sale del “Gelso” e molti di respiro nazionale come Edgardo Abbozzo, Corrado Cagli, Pericle Fazzini; e, nell’insieme dove si mescolano tecniche, tematiche e linguaggi, Giovanni Bai con la sua videopittura, Fernanda Fedi e Gino Gini con i libri d’artista, Giuseppe Ardinghi esponente dell’ambiente del Novecento a Lucca. Ci sono anche l’internazionalità dello svedese Ulf Trotzig e dell’iperrealista belga Ignace Van Isacker, insieme agli autori del territorio Paolo Marzagalli, Domenico Mangione, Luigi Volpi, Mario Ottobelli, Mario Ferrario, Enzo Tinelli, Andrea Cesari e Giacomo Bassi, nel percorso che si completa con le opere di Fabio Scatoli, Angelo Tonelli, Alberto Cavalieri, Gianfranco De Palos, Giulietto Salotti e Riccardo Valla.n


© RIPRODUZIONE RISERVATA