«Era difficile descrivere madre Cabrini in un solo film... ma ci sono riusciti»
Una scena di “Mother Cabrini”

«Era difficile descrivere madre Cabrini in un solo film... ma ci sono riusciti»

Il 10% di share per “Mother Cabrini” andato in onda su Rai 1 all’Epifania

«Madre Cabrini non stava ferma un minuto ed è una figura troppo difficile da mettere in un film. Anni fa ne avevo parlato anche con Carlo Ponti e Sophia Loren. Ma la regista oggi è da ammirare, ha fatto un grande sforzo, si è molto documentata e ha letto tanto. Appena lo ha terminato ci aveva portato a casa il film». Da Codogno, dalla casa madre delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, suor Maria Barbagallo, responsabile dell’archivio cabriniano, autrice di libri e ricerche sulla fondatrice commenta così la messa in onda su Rai 1 del film dedicato alla santa. Un appuntamento - ben oltre la mezzanotte del giorno dell’Epifania che ha superato i 600mila spettatori con il 10,4% di share.

«Il film è molto accurato in alcune ricostruzioni » commenta lo storico della Chiesa don Angelo Manfredi, originario di Codogno e parroco a Sant’Angelo, autore del volume fresco di stampa “Francesca Saverio Cabrini e la Chiesa statunitense” che attraverso lettere inedite ripercorre i rapporti della santa con due arcivescovi di New York, soprattutto Michael Augustine Corrigan. «La figura di Corrigan ad esempio è descritta molto bene. E anche i rapporti con gli Scalabriniani sono raccontati nel modo giusto. E le prime lezioni con i bambini, le suore le fecero davvero in chiesa, sulle panche, come mostrato nel film». Lezioni in inglese, perché i piccoli italiani potessero integrarsi: obiettivo che la vulcanica Francesca Saverio, nata a Sant’Angelo Lodigiano, prima cittadina statunitense a diventare santa, perseguì per tutta la vita.


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