Enrique Munoz: un viaggio musicale sul filo delle sei corde
Il primo concerto della stagione di chitarra di Melegnano

Enrique Munoz: un viaggio musicale sul filo delle sei corde

Venerdì sera in castello torna il “Melegnano guitar festival”

Secondo appuntamento venerdì con il “Melegnano Guitar festival”, manifestazione musicale dedicata alla chitarra classica in corso di svolgimento presso il castello mediceo visconteo, a cura dell’associazione 800 Musica e dell’assessorato alle politiche culturali. Alle 21 è in calendario il concerto di Enrique Munoz, chitarrista e direttore di festival spagnolo, specializzato nella rivisitazione e nell’interpretazione della letteratura per chitarra del mondo iberico, sudamericano e centroamericano. La seconda serata del festival in castello segue il concerto di esordio che ha visto protagonista l’ensemble da camera “800 Musica Ensemble” guidato dal direttore della manifestazione Marco Battaglia.

Anche l’appuntamento di venerdì richiede la prenotazione obbligatoria alla mail [email protected] e l’accesso alla sala dell’evento solo su presentazione del green pass. Il Melegnano Guitar Festival si concentra sulla chitarra classica, escludendo quindi altre evoluzioni dello strumento, e “fotografando” la chitarra classica in quel momento della storia della musica che va dalla fine del Settecento al primo Novecento. Circa 150 anni nei quali lo strumento assume le caratteristiche essenziali che ancora oggi gli conosciamo, ad iniziare dalle sei corde singole.

L’appuntamento parte dal primo periodo barocco, il XVI secolo, con l’affascinante riproposizione di un brano per “vihuela”, una progenitrice della chitarra classica più vicina però alle caratteristiche del liuto. Successivamente Munoz guiderà i presenti attraverso ben cinquecento anni di evoluzione dello strumento, sia sotto il profilo della forma e delle caratteristiche tecnico-armoniche, sia sotto il piano di un gusto musicale evidentemente enormemente cambiato dal Rinascimento all’età attuale. Esplorando grandi compositori ed esecutori di scuola iberica (una scuola talvolta anche “dura” ed esclusivista nei confronti di mondi musicali esterni ad ess a, nda) come Francisco Tarrega, Andrés Segovia e Federico Moreno Torroba, il secondo tempo approderà al continente sudamericano e centroamericano, quindi a stili come milonga, tango e caraibico, interpretati da grandissimi nomi come Heitor Villa-Lobos, Leo Brouwer, Jorge Cardoso.


© RIPRODUZIONE RISERVATA