Downton Abbey
“Downton abbey”

Downton Abbey

SIAMO SERIAL: Un cast di grandi interpreti per una delle serie più amate in assoluto

Un cast di attori bravissimi, ma alla fine il vero protagonista non è fatto di carne e ossa. È, semmai, il maniero da cui tutto parte e tutto finisce, Downton Abbey, una splendida tenuta nello Yorkshire: il palcoscenico su cui si muovono un’aristocrazia arrivata al capolinea e una servitù che prende sempre più coscienza di sé. Troverete numerose serie in costume più o meno di qualità sulle diverse piattaforme streaming (“Reigns”, “Bridgertorn”, “Harlots” per citarne alcune), ma nessuna come questa: sempre elegante, sempre accurata nei dettagli, sempre perfetta.

Al centro della storia c’è la famiglia aristocratica dei Crawley con i suoi servitori, la vicenda inizia il 15 aprile 1912, data in cui affondò il Titanic, e arriva fino al 1926. Alla notizia della tragedia, i Crawley sono sconvolti nell’apprendere che il cugino del conte, James Crawley, e suo figlio Patrick, erede della loro proprietà, sono deceduti nel naufragio. Nuovo beneficiario è il giovane Matthew, cugino di terzo grado e avvocato a Manchester. I Crawley inorridiscono al solo pensiero che ad una persona “che lavora” spettino le loro ricchezze. Stagione dopo stagione s’intrecciano in un mosaico le vicende dei Crowley e quelle della servitù, trasformando Downton Abbey nella serie drammatica britannica in costume di maggior successo.

Uno dei personaggi chiave è indubbiamente il maggiordomo Charles Carson (Jim Carter), colui che ha il compito di sovrintendere tutto e... custodire le tradizioni in una società che sta decisamente cambiando.

Scritta e creata da Julian Fellowes, il quale ha firmato anche la sceneggiatura di “Gosford Park”, pellicola girata da Robert Altman, questa serie tv racconta (anche) lo scontro tra le classi sociali e quello tra le generazioni. Interessante l’osservazione degli esperti Aldo Grasso e Cecilia Penati, che hanno cercato di studiare il piccolo schermo con la lente d’ingrandimento: «L’errore più grosso è quello di osservare la serie con lo sguardo cinico della contemporaneità, dare un significato ideologico a pizzi e merletti, ai crucci dei nobili e ai sospiri dei domestici. La vera novità è che Dowton Abbey è una soap, ben mascherata, ben protetta, ben arredata. Forse è la prima soap con ampia copertura culturale». Nel 2011 è entrata nel Guiness dei primati come show dell’anno più acclamato dalla critica, diventando la prima serie britannica a vincere il riconoscimento. Poi è arrivata anche (inevitabilmente) la versione per il grande schermo, a sancire il successo meritato.


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