Domo Emigrantes: nostalgia di quel mare in piazza a Lodi
Stefano Torre (al centro) con una delle formazioni dei Domo Emigrantes

Domo Emigrantes: nostalgia di quel mare in piazza a Lodi

«Sarà banale dirlo, ma ci mancano gli abbracci dopo l’esibizione: abbiamo suonato dappertutto, ma l’appuntamento di Lodi è sempre stato come tornare a casa»

Il concerto estivo in piazza della Vittoria è stato per anni una sorta di rito collettivo. Come se il mare, per una sera, si impossessasse del centro storico di Lodi, cullato dai suoni mediterranei e trascinato dall’energia dei Domo Emigrantes, tra le band più apprezzate nel panorama della “world music”. «Sarà banale dirlo, ma ci mancano gli abbracci sudati dopo l’esibizione, il contatto con il pubblico: abbiamo suonato dappertutto, ma l’appuntamento di Lodi l’abbiamo sempre vissuto con un trasporto particolare. Per noi era come tornare a casa», racconta Stefano Torre, cantante e leader del gruppo fondato proprio a Lodi nel 2009 con l’intento di promuovere le musiche popolari del Sud Italia e del Mediterraneo arricchendole con elementi etnici e arrangiamenti originali. Dall’inizio della pandemia, i Domo Emigrante sono riusciti a esibirsi solo un paio di volte: «È un vero peccato perché avevamo in ballo anche tour in Austria e in Svizzera – continua Torre -. L’aspetto positivo è che all’estero, in caso di annullamento di un concerto, i musicisti vengono comunque pagati. In Italia invece si risolve tutto con una pacca sulla spalla… Per fortuna qualche ristoro è arrivato, altrimenti sarebbe stata davvero dura». Il periodo “sospeso” è servito comunque per iniziare a scrivere nuove canzoni. La nuova formazione dei Domo presenta Torre (voce, chitarra, mandolino, zampogna), Filippo Renna (voci, tamburi e percussioni) e Andrea Dall’Olio (violino), ai quali si aggiungono di volta in volta altri musicisti. «Per forza di cose abbiamo dovuto lavorare singolarmente. C’è comunque tanta carne al fuoco: stiamo scrivendo nuovi brani cercando di esplorare altre strade, per esempio dando maggiore spazio alla lingua italiana nei testi. Non vogliamo perdere la nostra identità, ma questa pausa ci ha fatto capire che possiamo spingerci anche in altre direzioni». Il futuro rimane però un punto interrogativo. «Non abbiamo intenzione di pubblicare a breve un nuovo disco perché non era ancora terminata la promozione di “Ten years – Live”, la nostra ultima opera. Speriamo che la situazione si sblocchi presto e che si possa tornare a suonare dal vivo. Di recente siamo stati invitati addirittura in Arabia Saudita per un festival che durerà fino a giugno, ma al momento tutto è fermo. Dovevamo iniziare inoltre a collaborare con un’artista americana, ma anche in questo caso il progetto si è arenato. Ma non bisogna perdere l’ottimismo». Perché, prima o poi, si tornerà a ballare e a cantare tutti insieme, e di nuovo si vedrà il mare anche in piazza della Vittoria.


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