“Di padre in figlio”: l’arte a Maleo fa rima con Vailati
Un’opera di Vittorio Vailati

“Di padre in figlio”: l’arte a Maleo fa rima con Vailati

Le opere di Vittorio e Gabriele accendono l’autunno culturale tra Villa Trecchi e l’Albergo del Sole

Due location, due artisti, ma una sola mostra per un solo, identico cognome. Perché “Di padre in figlio” significa... Vailati, ovvero Vittorio e Gabriele, due generazioni a dialogo e in confronto nell’esposizione che si prepara a scaldare l’autunno culturale a Maleo. Sabato 27, alle 16.30, Villa Trecchi ospita infatti l’inaugurazione della mostra curata da Tino Gipponi, e che attraverso le sedi espositive “sdoppiate” grazie agli spazi dell’Albergo del Sole si prepara a dare ampio risalto ai lavori di due interpreti distinti, ma accomunati da sensibilità e tecnica elevata.

Un’opera di Gabriele Vailati

Un’opera di Gabriele Vailati

Un’opera di Gabriele Vailati

Per introdurre i due protagonisti, Gipponi parla di «una sorpresa» e di «una scoperta»: la prima riferendosi a Vailati padre, Vittorio, per «il passaggio dal vedutismo esterno descrittivo alla silenziosa quiete degli interni», tra sospensioni e transiti che richiamano il Montale di «eppure resta qualcosa che è accaduto, forse un niente che è tutto»; la seconda per il figlio Gabriele, elogiato per «una ricerca connotata di qualità», ed esaltata nel disegnare «non convenzionale, libero e sicuro» in cui immortala luoghi quali fabbricati industriali in disuso e altri edifici.

Anche il sindaco di Maleo, Giuseppe Maggi, plaude alla mostra, partendo dalla curatela, «Un nome, una garanzia!», dice il primo cittadino malerino riferendosi al critico d’arte Tino Gipponi, «cittadino onorario». E ringraziando anche i due artisti, che nella comune passione per l’arte, declinata ciascuno secondo i propri stili, confermano che s’, è vero:buon sangue, non mente.”Di padre in figlio” resterà aperta al 4 novembre 2018. Orari: tutti i giorni dalle 16 alle 19.


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