De Stefano e le filastrocche di Sanguineti “chiuse” in piccoli gioielli di pop d’autore

De Stefano e le filastrocche di Sanguineti

“chiuse” in piccoli gioielli di pop d’autore

Come si possono rileggere in chiave pop le filastrocche visionarie di Edoardo Sanguineti? Basta avere l’inventiva e il tocco raffinato di Raffaella De Stefano, la cantautrice lodigiana protagonista venerdì sera al ristorante Gaffurio nel terzo appuntamento della rassegna “Apparecchiati” promossa dalla Provincia. Insieme ad Alessandro De Marino, che ha collaborato all’arrangiamento dei brani con parti di piano e clarinetto, l’ex cantante dei Madreblu ha “giocato” a mescolare le parole del poeta ligure, scomparso poco meno di un anno fa, con gli arpeggi e i riff delicati della sua chitarra acustica. Impresa impervia ma decisamente riuscita: le Nove filastrocche per Luca, che Sanguineti aveva scritto per il nipotino, si sono così trasformate in piccoli gioielli di musica pop d’autore, in cui la leggerezza e la sperimentazione si sono fuse in un connubio perfetto. «Ho lavorato sulle canzoni come si fa in cucina: mescolando, schiacciando, impastando. E alla fine sono uscite queste nove canzoni». Un metodo che molto probabilmente anche Sanguineti avrebbe apprezzato, lui che è stato uno dei grandi sperimentatori della letteratura italiana, capace come pochi altri di smontare il linguaggio e reinventarlo. Un artista a 360 gradi, come si usa dire: fu poeta, critico letterario, scrittore (nota la sua appartenenza al Gruppo 63), ma anche pittore, politico e fine conoscitore di musica, ispirato in particolare dalle improvvisazioni di John Cage. Le “visioni” di Sanguineti tornano anche nelle filastrocche per bambini. In Girotondo scrive: «Gira e rigira in tondo il girotondo/ è bello e grande e terribile il mondo/ Dieci chiamano gli anni più i duemila/ uno via l’altro è già una lunga fila». Versi solo all’apparenza per l’infanzia, che Raffaella De Stefano ha incastonato in melodie mai banali, con ampio spazio all’improvvisazione nell’intreccio tra chitarra, piano e clarinetto. Venerdì prossimo il ristorante Gaffurio (in via Gaffurio 11) ospiterà l’ultimo appuntamento di “Apparecchiati”. In scena gli attori del Matè Teatro (Alessandra Invoglia e Maria Teresa Galati con Graziano Gatti alla chitarra) leggeranno brani tratti da Canzoniere italiano. La poesia popolare italiana, antologia di Pier Paolo Pasolini. Per l‘occasione lo chef Vittorio Romeo proporrà un antipasto all’italiana con gnocco fritto e verdure marinate, scodellina di stracciatella, risottata, torta di pere morbida con salsa mou, il tutto accompagnato da Sangiovese e Greco.


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