Dalla Basilicata al Brembiolo nel nome di “Faber”
Luciano Nardozza

Dalla Basilicata al Brembiolo nel nome di “Faber”

Luciano Nardozza è tra i finalisti del Premio De André: «A Casale la mia creatività ha trovato il suo habitat ideale»

Prendi un giramondo, con la chitarra sempre in valigia, e un talento non indifferente. E portalo sul Brembiolo, per una passeggiata, e chiedigli cosa ne pensa. Magari scoprirai che anche se le sue origini affondano nel profondo sud, in Basilicata, e anche se la vita l’ha portato a vivere perfino in Svezia, è qua, a Casalpusterlengo, che Luciano Nardozza ha trovato l’ispirazione giusta. E l’inizio di un cammino che, sabato prossimo, lo vedranno competere con altri 11 cantautori per aggiudicarsi il prestigioso Premio De André.

«Qui la mia creatività ha trovato un “habitat” ideale – racconta Nardozza svelando il suo amore per Casale -. Il fatto di essere praticamente uno sconosciuto mi ha dato una libertà fisica e mentale rivelatasi strategica anche ai fini artistici. Il mio primo album “Di Passaggio” l’ho iniziato a scrivere dopo una settimana che mi ero trasferito a Casalpusterlengo, terminandolo in due settimane. Di quell’album, la canzone “Come se” è nata passeggiando lungo il Brembiolo».

Luciano Nardozza

Luciano Nardozza

Luciano Nardozza

Nardozza, che a maggio pubblicherà il suo nuovo album, all’Auditorium Parco della Musica a Roma si esibirà con il suo inedito “Nota” davanti alla giuria del Premio presieduta da Dori Ghezzi, moglie del compianto De André. «Sono onorato di portare la mia musica al cospetto di una giuria prestigiosa come quella del Premio De André – dichiara Nardozza - . Considero manifestazioni come questa delle occasioni importanti per mettermi in gioco, per confrontarmi con altri artisti e crescere, per capire le corde che la mia musica riesce a toccare».


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