Critica e resistenza alla velocità dell’oggi: la pittura parla ancora tra le mura di Spazio 21 a Lodi
LA MOSTRA Una collettiva di artisti contemporanei la Galleria Federico Rui, venerdì l’inaugurazione
Mezzo tra i più antichi praticati dall’uomo, la pittura ha dimostrato nel tempo una straordinaria capacità di trasformazione, sopravvivendo alle profezie di esaurimento e reinventandosi in dialogo con i mutamenti culturali, tecnologici e sociali delle varie epoche.
Ma dove è giunta oggi la pittura? Quali forme assume, quali possibilità apre nel presente? Sono le domande di partenza di “Ultimo frame – Immagine statica con bordatura”, mostra in scena da venerdì (inaugurazione alle ore 18) fino al 9 maggio negli spazi dell’Associazione 21, il polo culturale fondato da Pierpaolo Curti in via San Fereolo a Lodi.
In scena ventitré opere di tredici pittori, tra i nomi più noti dell’arte contemporanea: Edi Balla, Christian Balzano, Valentina D’Amaro, Alex Folla, Daniele Galliano, Emanuele Giuffrida, Giovanni Iudice, Paolo Maggis, Barbara Nahmad, Michele Parisi, Alina Petre, Walter Trecchi e Oxana Tregubova.
L’esposizione, nata grazie alla collaborazione con la Galleria Federico Rui e alle preziose indicazioni di Susanna Ravelli, si presenta come una nuova occasione di osservazione e confronto, una seconda indagine che si pone in continuità con una prima esperienza avviata cinque anni fa. La pittura non è intesa come linguaggio unitario, ma come territorio di attraversamento: immagine e gesto, superficie e materia, figurazione ed evocazione, tradizione e sperimentazione convivono senza gerarchie prestabilite.
In alcuni casi il quadro si afferma come spazio autonomo e contemplativo; in altri entra in relazione con l’installazione, la fotografia, il segno digitale, assumendo forme ibride e porose. La pittura diventa così luogo di resistenza alla velocità dell’immagine contemporanea, ma anche strumento critico, sensibile alle tensioni del presente.
Il titolo “Ultimo Frame” richiama una dimensione temporale sospesa, propria della pittura, che attraverso un’immagine fissa è capace di contenere e generare molteplici narrazioni. In un tempo dominato dalla sequenza, dalla velocità e dalla continua produzione di immagini, la pittura rivendica la forza dell’immobilità.
Questa seconda indagine, attraverso il lavoro tredici artisti, diversi per ricerca, generazione e stile, non intende offrire risposte definitive, ma tracciare una porzione di mappa provvisoria, aperta, in cui la pittura si manifesta come linguaggio vivo, ancora in grado di interrogare il nostro tempo e di reinventare se stessa.
( La mostra è aperta ai visitatori nei giorni di giovedì e sabato, dalle 15 alle 19)
© RIPRODUZIONE RISERVATA