Codogno, addio a Tranquillo Salvatori

Codogno, addio a Tranquillo Salvatori

È scomparso a 92 anni l’ex direttore della biblioteca ed ex musicista

Se la biblioteca di Codogno possiede uno dei tre fondi chitarristici ottocenteschi più importanti d’Italia – il fondo musicale “Giuseppe Ricca” – è merito suo. Basterebbe già solo questa notazione per restituire lo straordinario impegno culturale speso dal maestro Tranquillo Salvatori per Codogno, sua città d’adozione che ieri si è stretta nel dolore per la scomparsa di una delle più fulgide e poliedriche personalità dell’intera cultura lodigiana. All’età di 92 anni Salvatori si è spento ieri mattina nella sua casa di via Mazzini, lascia la moglie Maria e i quattro figli Emanuela, Gabriele, Anna ed Elena.

Quasi riduttivo definire “straordinario” l’acume culturale di Salvatori, perché ci vorrebbe una lista infinita di aggettivi per descrivere chi come lui nel 2005 ha affrontato un’impresa senza precedenti, ovvero la traduzione in dialetto lodigiano della “Divina Commedia” di Dante Alighieri. Non dimenticando che in dialetto lodigiano – nel 2014 - Salvatori ha poi tradotto anche la favola “Pinocchio” di Collodi.

Di certo il legame con Codogno ha radici profonde. Nato a Turano Lodigiano il 17 settembre 1927, Tranquillo Salvatori è stato direttore della biblioteca comunale di Codogno dagli anni Cinquanta fino al 1992. Tra i tanti meriti della sua direzione c’è quello di aver scoperto (e poi inventariato e catalogato) gli antichi spartiti musicali provenienti dal lascito del 1878 dell’avvocato codognese Luigi Ricca. Fogli musicali preziosi, che Salvatori ha salvato dall’oblio e dal rischio di andare persi. Valente musicista, è stato anche organista di Codogno dal 1954 al 2012, nonché direttore del coro “Lorenzo Perosi”, per cui ha scritto diverse opere su testi liturgici ad una, tre o quattro voci. Con don Giuseppe Cipelli a metà anni Ottanta ha poi dato alle stampe anche l’antico manoscritto del frate Pierfrancesco Goldaniga su Codogno, recuperato alla Biblioteca Nazionale Braidense. Tanta intensa attività culturale nel 2018 ha trovato prestigioso riconoscimento: la Regione Lombardia ha infatti assegnato a Salvatori il “Premio Rosa Camuna”. Mente ancora lucidissima a dispetto dei 91 anni, Salvatori aveva così commentato il premio: «La mia famiglia mi ha sempre insegnato che dove si va bisogna lavorare e mettere a disposizione degli altri tutte le nostre risorse. Io ho cercato di mettere tutta l’anima in quello che ho fatto».


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