Una città di artigiani e commercianti: così era Melegnano all’inizio del ’500

Una città di artigiani e commercianti: così era Melegnano all’inizio del ’500

Un lavoro d’archivio a 6 mani getta luce sulla città all’epoca delle guerre d’Italia

A peste, fame et bello libero nos, Domine, è lo studio in cui Luigi Bardelli, Giovanni Canzi e Marco Gerosa raccontano secondo un taglio accattivante, non di rado inedito, il borgo di Melegnano ai tempi delle “guerre di Italia”, cioè fra il 1494 e il 1535. Lo stampato in proprio, che va quindi richiesto a [email protected] o contattando il sito gasl.wordpress.com, è suddiviso in tre aree di co-working al testo: Giovanni Canzi contribuisce alla ricerca e alla scrittura; Marco Gerosa ha segnalato e trascritto documenti, Luigi Bardelli ha infine contribuito con ricerche su internet e con un capitolo dedicato alle lapidi dei nobili francesi caduti nella Battaglia dei Giganti e sepolti presso la chiesa di Santa Maria in Zivido.I tre autori lavorano da anni nel periodo storico in oggetto attraverso un documenti d’archivio che hanno ampliato in modo significativo quanto la storia locale “tradizionale” raccontava. In particolare ciò che ha allargato i confini è costituito dalla sezione notarile dell’ Archivio di Stato di Milano, che conserva molti “regesti”: pratiche e documenti di notai e giudici operanti a Melegnano fra fine del XV e inizio del XVI secolo.


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