A pochi giorni dalla più enigmatica e imprevedibile Biennale Arte del nuovo millennio

TELEKOMMANDO La rubrica di Fabio Francione

Lodi

Ormai lo si è compreso che i conflitti acquisiscono rilevanza quando ad impadronirsene nelle molteplici narrazioni sono i media. Tutti media, vecchi e nuovi. Per intenderci gli odioamati social come anche la cara televisione. Tanto per dirla alla Aldo Grasso, ormai assurto a decano e maestro della critica e dei critici tv. Dunque, anche di questo piccolo spalto privilegiato proprio sul mondo delle immagini, delle opinioni e della cronaca. Di ogni giorno. Proprio di giorni si deve parlare, perché manca una settimana all’apertura al pubblico della Biennale Arte 2026, “Minor Keys” della compianta Koyo Kouh, il cui lavoro curatoriale è stato raccolto da un team di curatori da lei stessa scelto. Ma, mancano quattro giorni o poco più alla pre-apertura che è già partito un diario veneziano (anche il Cittadino seguirà con chi scrive la kermesse lagunare) , da cui ci si aspetta delle belle.

A cominciare dalla diatriba Ministero – Biennale, cioè dai già battezzati ex-amici Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco, a proposito della presenza della Russia, peraltro confinata solo ai giorni dell’anteprima. A cui si è aggiunta la lettera dei giurati e di molti artisti sul boicottare anche Israele. Sta il fatto che la giuria per una serie di ragioni si è dimessa in blocco. Quindi, già la presenza del Ministro era diventata un’assenza, evaporata la giuria, la cerimonia ha un solo diktat: non si può fare e non si farà. Con geniale mossa del cavallo, Buttafuoco, nel suo ruolo di Presidente della Biennale, ha deciso di istituire un Premio dei visitatori da assegnare, grazie al voto di chi visiterà la Biennale, tra i giardini, l’Arsenale e le Cordiere, al miglior artista e miglior padiglione. I risultati con il conseguente premio del Leone d’Oro saranno rivelati a chiusura della manifestazione. Il 22 novembre. Intanto, la querelle sembra non essere terminata e di certo i media non mancheranno di registrare nuovi e inediti sviluppi per la più enigmatica e imprevedibile Biennale Arte del nuovo millennio.

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