A palazzo Folli Trivulzio
opere di Cremona e Belloni

LA MOSTRA Successo pieno per l’esposizione a Codogno. Introduzione e analisi di Elisabetta Staudacher

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E alla fine tutti a vederli da vicino, per ammirarne la tecnica sopraffina e quei tratti magistrali, finanche per fotografarli, perché un’altra occasione di vederli dal vivo quasi certamente non ci sarà più. A Codogno sabato c’è chi ha definito l’esposizione di quei dipinti una “carrellata d’eccezione” e non ha certo sbagliato, non quando uno accanto all’altro - tutti provenienti da una collezione privata - si sono trovate quattro opere del pittore codognese Giorgio Belloni (1861-1944) e una di Tranquillo Cremona (1837- 1878), quest’ultima, la Giapponese, raffigurata da Belloni niente meno che nel suo celebre Autoritratto nello studio. Bellissimo. Successo pieno, dunque, per l’evento “Giorgio Belloni ritrattista e la passione per Tranquillo Cremona” promosso dal Comune di Comune nel prestigioso palazzo Folli Trivulzio, con un pubblico delle grandi occasioni ad ammirare, oltre che il dipinto di Cremona, anche di Belloni i due ritratti della madre Emilia Folli (a pastello quello del 1891, a matita quello datato circa 1920), il ritratto a olio del padre Giuseppe (1890) e quello ad acquerello del patrigno Alessandro Bertamini (1883). Rivoluzionario e anti-accademico Cremona, poetico e seguace del vero Belloni: questi due grandi artisti e le loro opere esposte sabato sono stati approfonditi dalla responsabile dell’archivio storico della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano Elisabetta Staudacher e dal collezionista codognese Pietro Montani, alla cui generosità si deve il prestito gratuito dei dipinti esposti. Nell’intervento della storica dell’arte, ecco così l’analisi del contesto storico-artistico in cui operò Belloni alla fine dell’Ottocento, là dove Montani del pittore codognese ha approfondito l’aspetto meno conosciuto di grande ritrattista, connesso a doppio nodo al forte legame con la famiglia e la sua amata Codogno. E poi lei, la Giapponese, “guest star” dell’incontro, appartenuta proprio a Belloni e mai più esposta al pubblico dal 1938: ritenuta dispersa, ricomparsa in asta nel 2025, acquisita proprio da Montani e due giorni fa offerta di nuovo al godimento della vista. Accanto alla famiglia Folli, padrona di casa, il sindaco Francesco Passerini e l’assessore alla cultura Silvia Salamina hanno rimarcato l’importanza dell’evento, ben inserito nel percorso di studio su Belloni intrapreso dal Comune nell’ultimo triennio.

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