Mucche da latte al pascolo, un progetto per studiare i vantaggi VIDEO

ABBADIA CERRETO Presentato ieri il progetto “Insieme al pascoLO”, finanziato da Regione Lombardia, coinvolge 7 aziende agricole e l’università statale di Milano

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Abbadia Cerreto

Circa 350 bovine da latte al pascolo. La sfida è farle stare meglio, ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti e valorizzare le risorse foraggere locali.

Le mucche tornano al pascolo: nel Lodigiano la tradizione guarda al futuro. Video di Alexandru Ploiesteanu

È stato presentato ieri, nella sala consiliare di Abbadia Cerreto, il progetto “Insieme al pascoLo”, finanziato dal fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), attraverso il Complemento di sviluppo rurale del piano strategico della Pac della Regione Lombardia.

Il valore totale del progetto, che ha la durata di 24 mesi, è di 379mila euro, mentre il contributo concesso è di circa 303mila.

L’iniziativa è stata presentata ieri alla presenza del sindaco Danilo Denti, del suo vice Vittorio Milini e dell’assessore regionale Guido Guidesi, ma anche del presidente dell’ordine dei veterinari Luigi Galimberti, del rappresentante del Parco Adda Sud Maurizio Polli, dell’agronomo e capofila del progetto Matteo Mazzucchi, della professoressa Michela Minero, responsabile scientifica Divas (Dipartimento medicina veterinaria e scienze animali), università di Milano, della dottoressa Giulia Sala, consulente tecnica scientifico e medico veterinaria, dei professionisti interessati e delle aziende coinvolte (società agricola Tamagni, Alessandra Betti, società agricola Baronchelli, società agricola Milini, società agricola Molina di Chiesa, società agricola Casarotto e società agricola eredi di Sante Chioda).

«È un momento importante - ha detto Guidesi - il progetto è inserito all’interno dell’accordo quadro di sviluppo territoriale tra la Regione e il territorio della provincia di Lodi: riguarda anche la tutela dal punto di vista paesaggistico ambientale e lo sviluppo turistico. “Insieme al pascoLo” non è un ritorno al passato, ma offre anche a chi viene da fuori la possibilità di vedere cose che da altre parti non si vedono: consente di diventare attrattivi per un nuovo indotto, offrire un’opportunità agli allevatori che partecipano e garantisce una nuova capacità di commercializzazione dei prodotti».

Il progetto, hanno spiegato il sindaco e il suo vice «è nato da un nostro incontro davanti a un piatto di risotto, qui ad Abbadia, con l’assessore Guidesi. Abbiamo contattato la professoressa Minero e la macchina si è messa in moto. L’obiettivo è raccogliere dei dati scientifici, mettere a confronto gruppi di bovine al pascolo e in stalla. In particolare, si validerà un modello di gestione del pascolo su prato stabile per la fase di asciutta, che combina la valutazione di indicatori oggettivi di salute e benessere, con l’analisi integrata dei dati zootecnici, sanitari e ambientali. I dati raccolti verranno tradotti in un documento tecnico di buone pratiche per la gestione sostenibile del pascolo. La speranza è che con i risultati raggiunti gli studi possano continuare, coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende.

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