«Vicini ai malati scorgiamo Cristo compassionevole»
La celebrazione Nella chiesa di San Rocco in Lodi la Messa nella memoria liturgica della Madonna di Lourdes con il vescovo Maurizio
Lodi
Chiesa parrocchiale di San Rocco in festa per la Santa Messa nella memoria liturgica della Madonna di Lourdes, Giornata mondiale del malato, presieduta ieri pomeriggio dal vescovo Maurizio.
«Le apparizioni alla piccola Bernadette della Bianca Signora hanno suscitato un movimento mondiale di spiritualità attorno alla, come detto da Papa Leone nel messaggio per la Giornata mondiale del malato, bellezza della carità e alla dimensione sociale della compassione - ha esordito monsignor Malvestiti, accolto dal parroco don Angelo Manfredi -. Tra i malati e coloro che sono soli pensiamo per primi ai malati che sono nel sonno, nel silenzio delle relazioni umane. Con Maria e con Santa Bernadette, abbracciando tutti i malati ed estendendo la nostra preghiera a medici, infermieri, cappellani e familiari, possiamo presentare le immense fatiche della carità, insieme ai volontari, sempre ammirevoli per il delicato e perseverante servizio da loro offerto».
La Madonna Immacolata intercede per tutti la compassione del Figlio di Dio, «che portò in grembo e che generò affinché si facesse carico delle nostre infermità e ancor più dei nostri peccati». Tutto per insegnarci ad attingere speranza dal silenzio della Croce «che si affaccia nelle malattie a mettere in fuga lo sconforto per rendere incrollabile la fiducia, anche quella di poter guarire». “Gesù è il vero samaritano di Dio” dice Papa Leone nel messaggio per la Giornata del malato, “e si è avvicinato all’umanità ferita”. «Viene a noi con consolazione e speranza - ha aggiunto il vescovo -. Sono doni disponibili per i sofferenti e per quanti li soccorrono facendosi prossimi».
Mentre cerchiamo di alleviare il dolore altrui, però, il Medico Celeste cura anche noi: «Siamo infatti un solo corpo e se uno soffre è su tutti che il dolore si dilata. Questo avviene anche per la consolazione. Se stiamo vicino ai malati ci è dato di scorgere Cristo compassionevole». Si deve credere, e la vicinanza spirituale cammina e bussa al cuore del malato: «Il profeta Isaia ci ha parlato di questa consolazione che si è compiuta in Cristo. Ne è segno la materna vicinanza di Maria che acclamiamo salute dei malati. Siamo certi che ci accompagnerà nell’esito felice delle nostre opere».
Quando siamo nella malattia, ci sentiamo smarriti.
«Avviciniamo i malati, che si sentono persi nel dolore, ricordando loro che ritroveranno loro stessi se non dimenticheranno di continuare a cercare il Signore - ha sottolineato il vescovo -. E sarà salvezza anche per noi. La nostra Chiesa sta scrivendo pagine sinodali per servire tutti, dando precedenza alle membra più deboli del corpo ecclesiale. È Maria a mantenerci sui passi della fede come autentici pellegrini di speranza facendoci approdare alla carità di suo Figlio».
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